Il consigliere regionale Antonio Blasioli denuncia la presenza sui manifesti affissi negli appositi spazi della comunicazione istituzionale, firmati dal sindaco Masci, del vecchio quesito referendario poi modificato
I manifesti istituzionali per la convocazione dei comizi elettorali sul referendum del 22 e del 23 marzo sono errati a Pescara, e vanno sostituiti. A dirlo il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Blasioli, che ha scritto al Comune e alla prefettura per evidenziare il problema:"In città, infatti, sono affissi nei tabelloni comunali, i manifesti di convocazione dei comizi elettorali del referendum, come da prassi. Tutto corretto, se non fosse che, recando la data del 5 febbraio, le pubblicazioni riportano il quesito referendario sbagliato, cioè quello ormai superato. Infatti, il giorno successivo, 6 febbraio, la corte di sassazione ha dichiarato legittima e ammissibile la richiesta di riformulazione del quesito referendario presentata da un comitato di giuristi.Una scelta che ha poi portato, prima, il 7 febbraio, il presidente della repubblica, a emanare il decreto che ha riformulato il testo del quesito referendario e poi, l’11 febbraio, il ministero dell’interno a trasmettere una circolare con cui ha comunicato agli organismi competenti le modifiche intervenute e le procedure da adottare"A Pescara sono stati affissi manifesti con il vecchio quesito istituzionale, firmati dal sindaco Masci, creando il rischio di confusione tra i cittadini sostiene Blasioli. Per risolvere la situazione, è stata inviata una nota al sindaco e al prefetto per chiedere chiarimenti sulle iniziative che il Comune adotterà per informare correttamente la popolazione e sui tempi previsti.“Mi aspetto che ci si attivi rapidamente e al più presto possibile, anche sulla base dell’esperienza passata, che avrebbe dovuto insegnare a non prendere mai sottogamba gli adempimenti burocratici delle elezioni, di qualunque tipo esse siano. Ritengo fondamentale che l’informazione agli elettori sia completa, corretta e tempestiva, nel pieno rispetto delle disposizioni normative e delle garanzie democratiche.”