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Martedì, 17 Febbraio 2026 15:14

Abruzzo Insieme lancia l'allarme sulla protezione civile: "Personale sotto del 40% e nessuna catena di comando"

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Timori sulla capacità di intervento in caso di calamità. Ad esprimerli sono i consiglieri regionali Cavallari e Menna denunciando anche che a mancare sarebbero due dirigenti del servizio Emergenza e che il Piano 2026 non avrebbe coperture per farle le assunzioni. "La giunta Marsilio si assuma le sue responsabilità e dia risposte a un territorio che le calamità le conosce bene"
Una carenza di personale del 40%, il servizio Emergenze senza dirigente e responsabile di ufficio, di conseguenza, una catena di comando che non c’è e che potrebbe avere gravi conseguenze in caso di calamità. Grave la situazione che vivrebbe la protezione civile regionale. A denunciarlo sono i consiglieri regionali di Abruzzo insieme Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna sottolineando che a certificare le carenze è il Piano integrativo di attività (Piao) e organizzazione 2026 approvato dal direttore dell’agenzia regionale. A mancare, precisano, sarebbero anche le coperture finanziarie per cui secondo Cavallari e Menna, sarà anche impossibile farle nuove assunzioni. Di qui la domanda cui chiedono di rispondere: quale sia oggi la capacità di risposta della protezione civile di fronte a situazioni complesse. Dal piano, denunciano, emergerebbe una carenza di 21 unità tra le fila della protezione civile regionale oltre che di due dirigenti, come accennato: quello al Servizio emergenze e il responsabile di ufficio. Dati che per Cavallari e Menna dimostrerebbero come una catena di comando non ci sia e i rischi a questo connesso, rimarcando il fatto che questo “è un fatto amministrativo e non politico”. Un problema quello dell'assenza di una catena di comando che i due ritengono ancor più grave, incalzano Cavallari e Menna, di quello che comunque grave lo è, precisano “della decisione di limitare il riconoscimento dello straordinario ai dipendenti impegnati nei progetti europei colpisce personale altamente qualificato e disincentiva attività finanziate con fondi dedicati, che non gravano sul bilancio ordinario”. La carenza di personale, proseguono, “determina gravi difficoltà nella copertura delle turnazioni e della reperibilità del Centro funzionale, la struttura che monitora il rischio meteorologico e idrogeologico ed emette le allerte ai sindaci, come segnalato più volte dai responsabili di ufficio tramite note formali e verbali interni. Le stesse criticità riguardano la sala operativa, cuore del coordinamento nelle fasi emergenziali”. “Tradotto in termini semplici: con il 40% di personale in meno, senza dirigenti e con turnazioni scoperte, il sistema di allertamento e risposta rischia di reggersi sull’emergenza permanente”, chiosano. “A peggiorare il quadro, il Piano integrato risulta approvato senza adeguata copertura finanziaria – sottolineano - impedendo all’agenzia di procedere alle assunzioni necessarie per colmare le carenze già certificate. Siamo davanti a un paradosso amministrativo e politico: si certifica una carenza del 40% del personale, ma non si garantiscono le risorse per superarla”, rimarcano Cavallari e Menna. “In questo contesto, limitare la partecipazione ai progetti europei o comprimere il riconoscimento dello straordinario appare inefficace e miope – aggiungono riferendosi all’altra problematica sollevata -. Non si colma una carenza strutturale riducendo le missioni o limitando lo smart working, e non si rafforza una struttura indebolendo ulteriormente la motivazione interna”. “Un ulteriore elemento da sottolineare: il principio di sussidiarietà nei confronti del dipartimento nazionale della Protezione civile è stato riportato in un verbale interno. Questo certifica la difficoltà strutturale del sistema regionale”, denunciano ancora. Quindi questa la domanda cui ora chiedono si dia una risposta, parlando di “responsabilità non tecnica ma politica”: “quale capacità di risposta può garantire oggi la Protezione civile regionale dell’Abruzzo con il 40% di personale in meno, senza dirigenti nel Servizio Emergenze e con un piano di fabbisogno privo di copertura finanziaria?”. In attesa di avere una risposta, Abruzzo Insieme “chiede una assunzione immediata di responsabilità da parte della giunta regionale e del presidente Marco Marsilio” e quindi che sia garantita la copertura finanziaria immediata al piano assunzionale; che siano fatte le nomine dei dirigenti mancanti; che sia ripristinata la catena di comando nel servizio Emergenze; che sia rafforzato il Centro funzionale e la sua sala operativa e che sia rivista la decisione sul straordinari nei progetti comunitari.“L’Abruzzo è una regione che negli ultimi vent’anni ha conosciuto calamità di rilievo nazionale. Indebolire la propria protezione civile significa esporsi a rischi non sottovalutabili. La sicurezza dei cittadini non si garantisce con comunicati rassicuranti – concludono Cavallari e Menna -, ma con personale, organizzazione e responsabilità politica. Su questo punto non arretreremo di un passo”.
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