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Martedì, 17 Febbraio 2026 13:15

Presentazione del libro “La separazione delle carriere dei magistrati” del pubblico ministero Gennaro Varone

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Sarà presentato negli spazi di fondazione La Rocca il libro in uscita per la casa editrice IlViandante a firma del pubblico ministero nel tribunale di Pescara, Gennaro Varone, dal titolo “Separazione delle carriere dei magistrati. Riflessioni in vista del referendum”. L’incontro si terrà mercoledì 18 febbraio, alle ore 18, in vista del prossimo referendum.Quest’opera si pone come un serio momento di riflessione sul tema della separazione tra la carriera del pubblico ministero e quella del giudice attraverso una serie di ragionamenti brevi anche in vista del prossimo referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026. Considerazioni, queste, che rifuggono la forma degli slogan e quella del testimonial che dice a tutti come votare, ma che, invece, invitano il lettore ad avvicinarsi al voto maturando una propria, reale consapevolezza.Questo, in sintesi, è il contenuto del volume “La separazione delle carriere dei magistrati. Riflessioni in vista del referendum” che il magistrato Gennaro Varone, pubblica nella collana di saggistica “Ponti letterari”. Durante l’incontro l’autore dialogherà con l’editore Arturo Bernava.In 91 pagine, il magistrato spiega che si tratta di un Vademecum che «raccoglie, lasciando integra la spontaneità degli scritti, una serie di articoli che ho pubblicato sulle mie pagine Facebook, dal momento in cui ho deciso di interessarmi a un tema, cruciale per la vita democratica del Paese, quale il Referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. L’intenzione è quella di offrire difesa contro le manipolazioni dell’opinione pubblica; è invitare il lettore ad avvicinarsi al voto referendario scegliendo di acquisire consapevolezza della reale posta in gioco».Gennaro Varone vuole «spiegare alcuni concetti, così da superare gli slogan che leggo: certamente suggestivi, eppure ingannevoli per chi non è professionalmente preparato …».Il magistrato cerca così di rispondere ad alcune domande che lui stesso pone: il pubblico ministero è imparziale, pur essendo, alla pari dell’avvocato difensore dell’imputato, una parte del processo penale? La separazione tra la carriera del pubblico ministero e quella del giudice farà perdere al pubblico ministero la “cultura della giurisdizione”?Secondo Gennaro Varone, «non è vero che la separazione delle carriere porrà il pubblico ministero sotto il controllo del potere politico» e ne spiega le ragioni, arrivando alla conclusione che la Riforma Costituzionale auspicata dai promotori del SÌ sia un atto di civiltà giuridica.Ecco alcuni capitoli del Vademecum: Separazione delle carriere; Indipendenza, riforma e garanzie; La carriera del magistrato, I pro e i contro della carriera unica, Csm, Il sorteggio, Che cosa disse Giovanni Falcone? E Paolo Borsellino? Rischio per l’indipendenza della magistratura? Lo scassinamento della democrazia rappresentativa.
Sarà presentato negli spazi di fondazione La Rocca il libro in uscita per la casa editrice IlViandante a firma del pubblico ministero nel tribunale di Pescara, Gennaro Varone, dal titolo “Separazione delle carriere dei magistrati. Riflessioni in vista del referendum”. L’incontro si terrà mercoledì 18 febbraio, alle ore 18, in vista del prossimo referendum.Quest’opera si pone come un serio momento di riflessione sul tema della separazione tra la carriera del pubblico ministero e quella del giudice attraverso una serie di ragionamenti brevi anche in vista del prossimo referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026. Considerazioni, queste, che rifuggono la forma degli slogan e quella del testimonial che dice a tutti come votare, ma che, invece, invitano il lettore ad avvicinarsi al voto maturando una propria, reale consapevolezza.Questo, in sintesi, è il contenuto del volume “La separazione delle carriere dei magistrati. Riflessioni in vista del referendum” che il magistrato Gennaro Varone, pubblica nella collana di saggistica “Ponti letterari”. Durante l’incontro l’autore dialogherà con l’editore Arturo Bernava.In 91 pagine, il magistrato spiega che si tratta di un Vademecum che «raccoglie, lasciando integra la spontaneità degli scritti, una serie di articoli che ho pubblicato sulle mie pagine Facebook, dal momento in cui ho deciso di interessarmi a un tema, cruciale per la vita democratica del Paese, quale il Referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. L’intenzione è quella di offrire difesa contro le manipolazioni dell’opinione pubblica; è invitare il lettore ad avvicinarsi al voto referendario scegliendo di acquisire consapevolezza della reale posta in gioco».Gennaro Varone vuole «spiegare alcuni concetti, così da superare gli slogan che leggo: certamente suggestivi, eppure ingannevoli per chi non è professionalmente preparato …».Il magistrato cerca così di rispondere ad alcune domande che lui stesso pone: il pubblico ministero è imparziale, pur essendo, alla pari dell’avvocato difensore dell’imputato, una parte del processo penale? La separazione tra la carriera del pubblico ministero e quella del giudice farà perdere al pubblico ministero la “cultura della giurisdizione”?Secondo Gennaro Varone, «non è vero che la separazione delle carriere porrà il pubblico ministero sotto il controllo del potere politico» e ne spiega le ragioni, arrivando alla conclusione che la Riforma Costituzionale auspicata dai promotori del SÌ sia un atto di civiltà giuridica.Ecco alcuni capitoli del Vademecum: Separazione delle carriere; Indipendenza, riforma e garanzie; La carriera del magistrato, I pro e i contro della carriera unica, Csm, Il sorteggio, Che cosa disse Giovanni Falcone? E Paolo Borsellino? Rischio per l’indipendenza della magistratura? Lo scassinamento della democrazia rappresentativa.
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