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Lunedì, 16 Febbraio 2026 19:19

Sul Parco Nord è scontro: allarme predissesto dai banchi di opposizione per un debito da 8 milioni, ma il centrodestra non ci sta

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il candidato sindaco del centrosinistra Costantini denuncia un debito potenziale derivato dagli espropri privo di coperture e di cui in bilancio neanche si parla. Grave per la minoranza aver fatto una conferenza stampa in piena campagna elettorale. Replica Antonelli (FI): "doti divinatorie" e pure se il debito fosse quello (e quello non sarà, è certo) le coperture ci sono, assicura
Scoppia la polemica in consiglio comunale sull’avvio del cantiere del Parco Nord. A creare il caos è la questione espropri e un potenziale debito di 8 milioni di euro denunciato in aula dal candidato sindaco del centrosinistra Carlo Costantini che non solo esporrebbe l’ente a danni erariali, ma farebbe ripiombare il Comune, denunciano i consiglieri di minoranza, nell’incubo del predissesto.  Il centrodestra, per voce del consigliere comunale di Forza Italia Marcello Antonelli ha rassicurato sulle “doti divinatorie” di Costantini cui si ripromette di chiedere i numeri del Superenalotto, ma le rassicurazioni ai consiglieri di minoranza non sono bastate, così come non è bastato l’intervento del dirigente Andrea Ruggeri: nel 2024 c’erano 17 milioni di euro nel fondo passivo potenziale e la cifra sarà più o meno la stessa una volta fatto il conto per il 2025, assicura. Sì, ma quella cifra, ribattono dai banchi di minoranza, proprio per ragioni temporali non può comprendere anche quegli 8 milioni. E così tra conti, rischi e rassicurazioni oltre che su un progetto che per Simona Barba (Avs-Radici in Comune) si mangerebbe il 30% del parco per edificare strutture come lo skate park, cosa su cui è stato ancora Antonelli a replicare, sotto la lente d’ingrandimento finisce ancora una volta la conferenza stampa tenuta dal sindaco uscente Carlo Masci e la sua maggioranza per avviare un cantiere che, in realtà, ed è questa la denuncia, non si sa quanto costerà fino a quando una definizione del debito non ci sarà. Per quella definizione su cui a pronunciarsi dovrà essere la corte d’appello che la prima udienza l’ha fissata al 24 aprile però, ribatte Antonelli, potrebbero volerci anche due anni. Considerando che ci sono stati casi simili già in precedenza, come nel caso di Colle del Telegrafo, ha sottolineato, la scelta doveva essere se far partire un cantiere già in ritardo (la prima ditta ha rinunciato) o aspettare ancora per avere un parco che ha detto di non capire se le opposizioni lo vogliano. La riposta è stata unanime: quel parco lo vogliono tutti e la polemica, ha risposto ancora Costantini, è tecnica e non politica proprio in virtù che l’ente correrebbe se si andasse avanti così senza inserire quella voce, cioè quel debito, nel bilancio. L’attacco dell’opposizione A sollevare il caso è stato, come detto, il candidato sindaco del centrosinistra Costantini, che ha richiamato l’attenzione su due arbitrati relativi agli espropri per il Parco Nord, quantificati in circa 8 milioni di euro. Secondo Costantini, trattandosi di passività potenziali già determinate da collegi arbitrali nominati dal tribunale, le somme dovrebbero essere iscritte in bilancio o almeno accantonate nel fondo rischi contenzioso. “Se sono debiti certi – ha detto – non possono scomparire dalle pagine del bilancio”.Da qui la richiesta formale di chiarimenti al revisore dei conti e al segretario generale, con l’invito a ‘smontare e rimontare’ il documento contabile qualora mancassero le coperture o a fermarlo proprio il dibattito sul bilancio perché, a suo parere, così non può essere approvato. Sulla stessa linea Di Matteo, che ha chiesto di sospendere la discussione in assenza di modifiche al bilancio, parlando di questione “importantissima” che esulerebbe dal normale confronto politico. Duro anche l’attacco del consigliere comunale M5s Paolo Sola che ha ricordato di essere stato l’unico a non votarla la delibera sul Parco Nord nel 2024 e non perché non vuole si realizzi, ma perché preoccupazioni già al tempo sul piano economico-finanziario le aveva già espresse. “Sollevammo come M5s i problemi progettuali e i problemi nel Pef (Piano economico finanziario), tra cui la valutazione degli espropri da voi previsti per 700 mila euro e che oggi sono di 8 milioni. Magari alla fine non saranno 8 – ha aggiunto -, ma neanche 700mila. Quindi prima di fare conferenza stampa trionfalistiche dovreste dire dove sono i soldi”. È stato il capogruppo comunale Pd Piero Giampietro a introdurre nel dibattito la parola “predissesto” ricordando che il primo atto che si trovò a fare con la giunta di centrosinistra a guida Marco Alessandrini nel 2014 “stato quello che ha dovuto approvare il bilancio consuntivo di un ente ereditato con parere contrario del revisore dei conti, costringendosi al predissesto per responsabilità che sono le stesse di questa amministrazione. Temiamo che il Comune si stia avviando verso una nuova fase drammatica”, ha chiosato. Critiche anche sul piano urbanistico e ambientale, con Barba (Avs-Radici in Comune) che ha contestato la gestione dei diritti edificatori e la scelta di intervenire in un’area già ritenuta di pregio ambientale, parlando di consumo di suolo in contrasto con gli obiettivi europei parlando di un progetto che il 30% dell’area l’avrebbe destinata a strutture e dunque denunciando nuovo consumo di suolo. La replica di Antonelli (Forza Italia)Se duro è stato l’attacco del centrosinistra, non meno dura è stata la replica del centrodestra per voce del consigliere Antonelli. “Mi compiaccio e sono anche piuttosto invidioso e chiederò i numeri del Superenalotto di domani al consigliere Costantini che ha acquisito doti divinatorie se dice che il debito è già certo”, ha esordito replicando anche a Barba sui diritti edificatori. “Siete o non siete favorevoli al parco?”, ha chiesto rivendicando la scelta fatta dalle due giunte guidate da Carlo Masci e cioè espropriare per evitare che si costruisse lì dove nascerà il Parco Nord. Antonelli ha quindi ricordato che la stima originaria di 16 euro al metro quadrato (che ha portato ai 700mila euro di spesa previsti per gli espropri) si basava sui valori dell’Agenzia delle Entrate che è l'unico riferimento tecnico disponibile, ha precisato, e che gli arbitrati sono stati impugnati. La prima udienza è ad aprile, ma se si volessero aspettare i tempi della giustizia, ha rimarcato, ci potrebbero anche volere due anni per cui alle opposizioni ha chiesto di sapere cosa si sarebbe dovuto fare: fermare tutto o farla partire la sua realizzazione visto che di ritrdi già ce ne sono stati. Il consigliere di maggioranza ha quindi rassicurato: l’ente dispone di strumenti per far fronte a eventuali maggiori oneri, tra fondo rischi, capacità di contrarre mutui e possibilità di riconoscere debiti fuori bilancio per attività espropriative. “Il tema del disastro finanziario non esiste”, ha affermato con certezza. Quindi il chiarimento del dirigente Ruggeri su quei 17 milioni accantonati che secondo l’amministrazione, anche nella peggiore delle ipotesi (8 milioni da pagare per gli espropri), garantirebbero le coperture. Questo nella convinzione che, visti anche le precedenti simili situazioni, la cifra non sarà comunque quella: 8 milioni.“Non è un problema politico, ma tecnico” ha replicato Costantini che, ha ribadito, chiede di sapere se il potenziale debito di 8 milioni per gli espropri sia stato correttamente iscritto in bilancio o almeno accantonato nel fondo rischi, secondo criteri di prudenza. Lo scontro politico sulla campagna elettoraleA questo punto lo scontro è diventato politico con accuse reciproche di azioni da campagna elettorale. Azioni tanto spinte da mettere a rischio i conti dell’ente per le opposizioni che hanno giudicato in sostanza poco opportuna la conferenza stampa convocata per annunciare l’avvio di un cantiere che, hanno ancora sottolineato, non si sa neanche se alla fine si potrà pagare per il problema coperture. Un caso, ha replicato Antonelli, sottolineando che lui di conferenze non ne fa e che comunque quella si è fatta ora proprio in regione del fatto che c’è stato un nuovo affidamento dopo il primo che ha visto la ditta incaricata di realizzarlo il Parco Nord, rinunciare. Un'ultima replica cui a rispondere sono stati il consigliere Massimiliano Di Pillo (Pettinari sindaco) che una conferenza l’ha chiesta allora per il tema del mercato ittico e le difficoltà denunciate più volte dalla marineria, e da Giampietro per il quale di casuale, in quella conferenza stampa sul Parco Nord, non ci sarebbe stato nulla.
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