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Lunedì, 16 Febbraio 2026 09:27

Chiacchia (Pd) sulle Terme di Caramanico: "La struttura deve essere pubblica, al compri la Regione"

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Il capogruppo provinciale interviene nel dibattito dopo l'interesse manifestato dalla società Terme di Popoli. Bene, ma a questa per Chiacchia va affidato l'efficienza gestionale, mentre è l'ente che deve prendersi la struttura tutelandola da eventuali futuri nuovi fallimenti. "Se si trovano 1,2 milioni l'anno per il Napoli, si possono trovare anche per questo. È questione di priorità politiche"
Per il capogruppo Pd della Provincia Gianni Chiacchia esiste solo una soluzione che può garantire un futuro alle Terme di Caramanico: l’acquisto della struttura da parte della Regione e l’affidamento della riqualificazione tecnologia, del potenziamento dei servizi e del rilancio del marchio al privato e cioè, nel caso specifico, alle Terme di Popoli che con Aca avrebbe manifestato il proprio interesse ad acquistarle fuori asta. “Così si fa il bene di Caramanico – dichiara -: il pubblico garantisce la continuità della destinazione termale del bene (che resterebbe dei cittadini abruzzesi anche in caso di problemi futuri del gestore), mentre il privato garantisce l’efficienza gestionale”. “Assisto con sconcerto e preoccupazione al tentativo, da parte di alcuni attori politici, di ridurre la questione del futuro delle Terme di Caramanico a una semplice partita contabile tra privati, quasi fosse una compravendita immobiliare qualsiasi”, afferma quindi riferendosi a quanto emerso negli ultimi giorni riguardo l’interesse mostrato dalle due società. “La verità – sostiene Chiacchia - è che siamo davanti a un passaggio cruciale che segnerà il destino delle nostre comunità per i prossimi decenni, e in questi momenti la politica ha l’obbligo di essere lungimirante, non frettolosa”. “Voglio chiarirlo con assoluta fermezza: la mia posizione non nasce da una preconcetta diffidenza verso la società Terme di Popoli, né da una volontà di ostacolare il mercato. Nasce dal dovere di fornire a Caramanico una garanzia definitiva”. “L’unica garanzia possibile – ribadisce - è che sia la Regione Abruzzo ad acquisire la proprietà dell’immobile e degli impianti. Sentiamo parlare di difficoltà finanziarie o di complessità burocratiche. Sono argomenti che non reggono alla prova dei fatti”, incalza l’esponente Pd che torna ad attaccare l’ente capace di trovare “con estrema facilità le risorse per finanziare i ritiri precampionato della ssc Napoli, operazione che impegna circa 1,2 milioni di euro all’anno, con una proiezione complessiva che supera i 15 milioni di euro di denaro pubblico, non può sostenere di non avere il milione e duecentomila euro necessari per acquisire il compendio termale più importante d’Abruzzo. È una questione di priorità politiche, ma anche di dignità e coerenza verso i cittadini della Val Pescara e della Maiella”, chiosa. Quindi la sua proposta che definisce di “un pragmatismo assoluto: “la mano pubblica acquisti la struttura per metterla al riparo da futuri fallimenti o cambi di strategia aziendale. A quel punto, l’operatore privato che si è proposto, anziché immobilizzare i propri capitali nell’acquisto delle mura, verrebbe vincolato a investire quella stessa identica cifra (e i restanti 5 milioni annunciati) esclusivamente nella riqualificazione tecnologica, nel potenziamento dei servizi e nel rilancio del marchio”.“Senza questa divisione, se domani il privato dovesse affrontare difficoltà o mutare i propri interessi, Caramanico si ritroverebbe di nuovo al punto zero, ostaggio di un tribunale fallimentare”, precisa. “Una cosa è certa. Non accetto lezioni di concretezza da chi, in questi anni, ha assistito passivamente a otto aste deserte e a un degrado strutturale che costerà milioni solo per essere riparato. Essere istituzionali significa tutelare il patrimonio pubblico, non svenderlo per togliersi un pensiero. Caramanico – conclude Chiacchia -merita la stessa solerzia e lo stesso impegno economico che questa Regione riserva regolarmente ad altre operazioni di marketing. È il momento di dimostrare che il futuro del nostro termalismo vale quanto un ritiro di calcio”.
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