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Giovedì, 12 Febbraio 2026 22:39

Mostra “in gioco” del collettivo Di Bernardo Rietti Toppeta

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Sabato 14 febbraio si terrà l’inaugurazione della mostra “in gioco” del collettivo Di Bernardo Rietti Toppeta negli spazi di zerozerosullivellodelmare, a Pescara. Una mostra che “interpreta la dimensione ludica come modello per la costruzione di rapporti umani sotto cieli reali”, riprendendo la chiosa della nota di presentazione.Consolidato ormai il modello curatoriale di Lúcio Rosato, custode dello spazio di via dei Marrucini, che pone in dialogo una ricercata selezione delle opere degli artisti protagonisti con pochi, minimali interventi di sua stessa creazione, in questo caso l’opera un segno di cielo.Sotto il cielo (e lo sguardo) di Rosato, si dipana il progetto in gioco, in cui, in maniera sottile, il collettivo Di Bernardo Rietti Toppeta tenta di esplorare la dimensione del reale attraverso i segni (e gli strumenti) del gioco: obiettivo ultimo, spegnere gli schermi, abbattere i pixel, eliminare i filtri e dar vita ad un vero black-out utile alle riflessioni sulla dipendenza da videogiochi, sulle conseguenze negative per la salute, sul ruolo della cultura contro l’impatto delle tendenze dettate dalla società contemporanea. Uno sguardo leggero ma lucidissimo su una società di falso benessere, dove gran parte dei bambini passano il tempo libero soli e chiusi nelle proprie stanze in compagnia di prodotti “hi-tech”, piuttosto che fuori dalle mura domestiche, in gioco tra strade e cortili.Attraverso video, opere materiche e installazioni, concepite tra il 2023 e il 2026, in gioco è una mostra “impertinente” che affronta e analizza il cambiamento dell’aspetto ludico dei nostri giorni (in un contesto in continua evoluzione) con l’intento di provare a mettere tutto in discussione, allargare i propri orizzonti e valutare una diversa gestione delle innovazioni tecnologiche che quotidianamente ci vengono proposte. Per l’occasione e per questo specifico luogo il collettivo ha progettato e realizzato circuito slm00, una pista con biglie di vetro poggiate che unisce idealmente i due ambienti di zerozerosulivellodelmare: spazio e officina, mettendo in evidenza il legame e il rapporto tra la pragmaticità di un’idea e la concettualità del suo manifestarsi.
Sabato 14 febbraio si terrà l’inaugurazione della mostra “in gioco” del collettivo Di Bernardo Rietti Toppeta negli spazi di zerozerosullivellodelmare, a Pescara. Una mostra che “interpreta la dimensione ludica come modello per la costruzione di rapporti umani sotto cieli reali”, riprendendo la chiosa della nota di presentazione.Consolidato ormai il modello curatoriale di Lúcio Rosato, custode dello spazio di via dei Marrucini, che pone in dialogo una ricercata selezione delle opere degli artisti protagonisti con pochi, minimali interventi di sua stessa creazione, in questo caso l’opera un segno di cielo.Sotto il cielo (e lo sguardo) di Rosato, si dipana il progetto in gioco, in cui, in maniera sottile, il collettivo Di Bernardo Rietti Toppeta tenta di esplorare la dimensione del reale attraverso i segni (e gli strumenti) del gioco: obiettivo ultimo, spegnere gli schermi, abbattere i pixel, eliminare i filtri e dar vita ad un vero black-out utile alle riflessioni sulla dipendenza da videogiochi, sulle conseguenze negative per la salute, sul ruolo della cultura contro l’impatto delle tendenze dettate dalla società contemporanea. Uno sguardo leggero ma lucidissimo su una società di falso benessere, dove gran parte dei bambini passano il tempo libero soli e chiusi nelle proprie stanze in compagnia di prodotti “hi-tech”, piuttosto che fuori dalle mura domestiche, in gioco tra strade e cortili.Attraverso video, opere materiche e installazioni, concepite tra il 2023 e il 2026, in gioco è una mostra “impertinente” che affronta e analizza il cambiamento dell’aspetto ludico dei nostri giorni (in un contesto in continua evoluzione) con l’intento di provare a mettere tutto in discussione, allargare i propri orizzonti e valutare una diversa gestione delle innovazioni tecnologiche che quotidianamente ci vengono proposte. Per l’occasione e per questo specifico luogo il collettivo ha progettato e realizzato circuito slm00, una pista con biglie di vetro poggiate che unisce idealmente i due ambienti di zerozerosulivellodelmare: spazio e officina, mettendo in evidenza il legame e il rapporto tra la pragmaticità di un’idea e la concettualità del suo manifestarsi.
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