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Mercoledì, 11 Febbraio 2026 20:13

I Giovani Democratici sul taglio dei comuni montani: "Scelta miope che aumenterà la fuga delle nuove generazioni"

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Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo, Cristiano Pavone dei Giovani Democratici di Teramo e Pia Finoli, vicesegretaria regionale dei Giovani Democratici commentano la decisione del governo di tagliare i comuni montani
La scelta di ridurre anche in Abruzzo i comuni montani e le relative agevolazioni, è una scelta miope che danneggerà i 26 territori esclusi con la riforma voluta dal ministro Calderoli. A dirlo Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo, Cristiano Pavone dei Giovani Democratici di Teramo e Pia Finoli, vicesegretaria regionale dei Giovani Democratici e coordinatrice del circolo del Sangro Aventino.I comuni delle province di Chieti, Pescara e Teramo, soprattutto nell’area del Sangro Aventino, sono già segnati da spopolamento, difficoltà nei servizi e fragilità infrastrutturali. Basare tutto su criteri altimetrici e numerici ignora la reale situazione sociale ed economica delle aree interne dichiarano gli esponenti locali dei Gd.La perdita dello status di comune montano comporterebbe l’esclusione da fondi, bandi e agevolazioni fiscali, oltre a mettere a rischio il sistema scolastico locale. Oggi, gli istituti comprensivi di questi comuni godono di importanti deroghe, come la formazione di classi con almeno 10 alunni e il mantenimento di dirigenza e segreteria; senza queste tutele, molti servizi essenziali, come la scuola, potrebbero scomparire dalle comunità.“La scuola nelle aree interne non è solo un servizio educativo, ma un presidio sociale e istituzionale. Preservare queste deroghe significa garantire che resti almeno un servizio scolastico nei piccoli comuni, condizione indispensabile per contrastare lo spopolamento e la fuga dei giovani.”“La ridefinizione dei criteri dimostra quanto questo governo regionale sia distante dalle persone che vivono nei territori interni. La mediazione proposta dalla giunta Marsilio è parziale e insufficiente: serve un ripensamento serio, costruito insieme agli amministratori locali e alle comunità.”Gileno, Pavone e Finoli, infine sostengono i sindaci delle aree interne e Vincenzo D’Ercole (Anci Giovani Abruzzo), rimarcando la necessità di difendere le comunità montane per assicurare diritti, servizi essenziali e pari dignità territoriale, specialmente su temi come scuola e sanità. 
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