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Mercoledì, 11 Febbraio 2026 13:00

L’intervista al candidato sindaco Costantini (centrosinistra): “Fiducioso sul voto, Pescara ha bisogno di una nuova visione”

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Sicurezza, parcheggi, ma anche mobilità, commercio e progetti. Costantini parla della sua idea di città bocciando senza appello l'amministrazione Masci. Di sè lascerà la Nuova Pescara, sottolinea, e il progetto su cui intende investire di più, se sarà sindaco, è quello della metropolitana di superficie
In vista del ritorno alle urne dell'8 e del 9 marzo abbiamo incontrato il candidato sindaco del centrosinistra Carlo Costantini. Con lui abbiamo affrontato alcuni temi del suo programma elettorale e se sarà sindaco, dice, le prime due cose che farà sarà annullare la delibera sui parcheggi e rivedere il sistema multe. Sull'esito del voto si dice fiducioso sia per una questione di numeri che per gli “umori della città”. Due i progetti chiave del suo eventuale mandato: la Nuova Pescara e la metropolitana di superficie. Partiamo da quello che si può definire il “suo” progetto in quanto promotore del referendum del 2014: la Nuova Pescara. Spoltore, comune guidato dal centrosinistra, ha detto “no” con una delibera alla fusione nel pieno della campagna elettorale. Può rappresentare un problema vista l’importanza del tema nella sua corsa a sindaco? Penso proprio di no. In primo luogo perché oltre a Spoltore, anche Montesilvano ha dichiarato la sua contrarietà votando la stessa delibera. In secondo luogo perché da sempre sia Spoltore che Montesilvano chiedono un supplemento di riflessione e per certi versi a ragione. Certo, dal mio punto di vista questa richiesta di supplemento di riflessione non può sfociare in un rifiuto di accettare la fusione, ma certamente può sfociare in una richiesta di attenzione rispetto alle aspettative in parte legittime di montesilvanesi e spoltoresi. Ad esempio io ho sempre sostenuto la revisione dello Statuto nelle parti in cui non ha previsto i municipi e in cui non sono state accolte alcune delle richieste, anche fondate, delle altre due città che con Pescara devono fare la fusione. Perché questo accadesse il Comune di Pescara avrebbe dovuto esercitare la sua leadership avviando una attività di mediazione, ma purtroppo non l'ha mai portata avanti. È quindi evidente che così si alimentano le fratture e poi si arriva a posizioni di rottura come quella che ha manifestato Spoltore. Veniamo al programma elettorale. Tra i temi centrali del suo ci sono parcheggi e commercio. Questo vuol dire che se diventasse sindaco annullerebbe la delibera con cui sono state aumentate le strisce blu e anche le cosiddette ordinanze Cenerentola per ridurre il rumore della movida? E in questo ultimo caso, come pensa di poter risolvere il problema ed evitare le denunce dei residenti che al Comune di Pescara sono già costate migliaia di euro? Io annullerei tutto quello che ha fatto Masci immediatamente. Per quanto riguarda i parcheggi perché applicare la logica in base alla quale si riducono i parcheggi liberi e si aumentano i costi, di fatto vuol dire creare le condizioni perché la città diventi inaccessibile. Basta sentire amici, conoscenti che vivono non solo nell'entroterra pescarese, ma anche in zone distanti dal centro per sentirsi dire ‘non vengo più nel centro di Pescara’ che obiettivamente è irraggiungibile. Anche chi la lascia ad esempio nell’area di risulta non la può spostare perché se la sposta mezz’ora dopo il posto non lo ritrova. È una guerra che sta svuotando la zona centrale. Lo stesso ragionamento vale per la gestione del rapporto tra esercenti e residenti e dunque per la questione movida. Quella di questi anni è stata una gestione volutamente divisiva perché nella precedente campagna elettorale si è giocato sull'esasperazione legittima dei residenti aprendo una sorta di corsa al voto funzionale a raccogliere il consenso dei residenti promettendogli che le attività commerciali avrebbero chiuso a mezzanotte. Magari da un punto di vista elettorale ha pagato, ma dal punto di vista sostanziale ha ucciso il centro: i fatti dimostrano che se non si trova un punto di sintesi, che è possibile da trovare, alla fine ci perdono tutti.Lo svuotamento del centro è qualcosa che danneggia in primo luogo anche i residenti. Faccio un esempio semplice. Qualche giorno fa il ragazzo accoltellato è stato messo in salvo da un esercente che lo ha fatto entrare impedendo che la lite degenerasse ulteriormente e creando le condizioni perché qualcuno intervenisse. Questo testimonia che la città, se ha le insegne delle attività commerciali aperte, è enormemente più sicura. Oggi Pescara sopravvive nel fine settimana ed è morta negli altri giorni della settimana. Questa è una condizione che deve essere assolutamente superata. E come? Con un'attività di responsabilizzazione, se necessario investendo risorse per potenziare i presidi di legalità gestiti dalla polizia locale e dalla stessa polizia e lavorare perché a questi sia assicurato un consistente incremento delle forze dell’ordine. Va poi trovato quel punto d’incontro tra residenti ed esercenti. Queste due cose possono convivere. In molte città d’Italia si sono trovati gli strumenti per farlo. Se non si applica questo criterio si applica la regola che per colpa di pochi pagano tutti come avvenuto a Pescara Vecchia dove è noto che erano poche le attività commerciali che violavano le regole, ma non sono state punite quelle. È stata fatta un’ordinanza che ha messo in crisi tutte le attività economiche della zona. Bisogna invece anche puntare sulla possibilità di costruire delle iniziative che garantiscano vitalità in quella zona, anche la mattina e il pomeriggio. Tornando al tema sicurezza, cui ha già accennato. Parla di fallimento del centrodestra. Perché e quali sono le soluzioni concrete che crede andrebbero attuate per aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini, non solo in centro, ma anche nelle periferie?Sì, il centrodestra ha fallito e voglio ricordare che quando parla di immigrazione illegale diffusa, l’impianto della regolamentazione dell’immigrazione è basato sulla Bossi-Fini, una legge del centrodestra del 2002 che non hanno mai modificato. Allora se la casa crolla, e con casa intendo la sicurezza, la colpa è di chi l’ha costruita o di chi al massimo ha cambiato le lampadine? Oggi si sta dicendo che la casa crolla per colpa di chi ha cambiato le lampadine. In realtà la casa crolla perché l'impianto di quella legge non funziona e il centrodestra che è stato al governo per tanti anni ha inseguito molto più la propaganda che la risoluzione concreta dei problemi. Questo è il primo aspetto. Il secondo è che sulla sicurezza bisogna agire su due fronti, che ho già citato: rafforzare i presidi di legalità e favorire la crescita del commercio. Trovo sorprendente leggere che i sindacati di polizia dicono che ogni anno vanno in pensione 59 agenti che non vengono reintegrati in numero sufficiente, e poi il sindaco Masci che in qualche modo si autocelebra per il fatto che arrivano 15-20 agenti. Non si può parlare di rafforzamento se poi si reintegrano le pensioni per il 50-60%, si crea un vuoto. Più presidi e più forze dell’ordine quindi, ma anche un rilancio del commercio che oggi vive una gravissima crisi. Più esistono vuoti urbani, cioè piazze e strade buie abbandonate con attività economiche chiuse, maggiore è l'insicurezza. Non solo in termini di percezione, ma in termini di insicurezza vera e propria. Più riusciamo a ripopolare le zone del centro e a rimettere in piena attività le attività commerciali più contribuiamo a generare le condizioni di sicurezza. Tra le sue battaglie c’è sempre stata quella contro il filobus. Il servizio però è partito e stando ai numeri, sta funzionando. Ha cambiato idea? Ho sempre detto che la soluzione dei problemi della mobilità di Pescara non sarebbe stata il filobus, ma sarebbe stata la metropolitana in superficie e ho sempre detto anche che avrei preferito dei bus elettrici a dei bus collegati a dei cavi aerei. I dati rivelano che se avessimo puntato su dei bus elettrici avremmo speso 4-5 milioni, mentre per il filobus è costato 60 milioni di euro complessivamente. Quindi oggi vantarsi di un'opera che è costata 10 milioni di euro a chilometro mi sembra un po' paradossale. C'è un'altra considerazione che voglio fare. Sono sette anni che la mobilità di Pescara è legata al filobus, è legata alle fotografie del sindaco col cappello o di Marsilio col cappello. Ricordo a me stesso che Pescara ha centinaia di chilometri di strade urbane e che il filobus ne serve solo sei. Ribadisco: possiamo immaginare che il filobus rappresenti la soluzione salvifica dei problemi della mobilità? Io penso proprio di no. Penso invece che in questi anni si sia puntato, come sempre avviene, molto più ad apparire, e il filobus era uno strumento per apparire, che non a risolvere nella sostanza i problemi. I problemi della viabilità di Pescara sono molto più complessi dei 6 chilometri del filobus e sono problemi che, dal mio punto di vista, devono essere affrontati con la realizzazione della metropolitana di superficie, che vuol dire null'altro che lo sfruttamento dei binari con l'introduzione di un servizio metropolitano che sfrutti gli slot, cioè gli spazi vuoti che già esistono per i passaggi dei treni ordinari. È una operazione fattibile anche realizzando delle stazioni intermedie. Penso, ad esempio, all’uscita del casello della A14. Da lì escono migliaia di auto ogni giorno e quasi tutte si direzionano verso Pescara utilizzando la riviera o la statale. Se realizzassimo un parcheggio di scambio a Silvi Marina o a Marina di Città Sant'Angelo, noi daremmo la possibilità di parcheggiare e di prendere la metropolitana in superficie e lo farebbero anche in condizioni vantaggiose perché il tema fondamentale è questo: il trasporto pubblico deve essere conveniente. Vale per i professionisti e per gli studenti: i tempi di percorrenza si riducono e non di poco, basta pensare ad esempio che oggi uno studente di Pescara per raggiungere l’università di Chieti ci mette 55 minuti e che invece, con un collegamento dalla stazione di Porta Nuova a quella di Chieti, arriverebbero molto prima. Questo senza dimenticare che trascorrere ore e ore nel traffico ha anche un impatto economico. Bisogna creare un trasporto pubblico locale veramente verde e quindi capace di salvaguardare l'ambiente, ma al tempo stesso rapido, efficace e vantaggioso per l'utente. Noi invece da sette anni parliamo solo di 6 chilometri del filobus. A me sembra un po' poco per una città come Pescara. Di critiche ne ha sollevate molte verso l’attuale amministrazione, ma c’è qualcosa che salva? Qualcosa salvo, ma non per meriti: per fattori contingenti. Ad esempio il rapporto con la Regione che magari dei benefici economici li ha prodotti. Però poi se guardo alla sanità, all’ospedale di Pescara, penso che più che benefici ha portato danni. Salvo molto poco per una ragione semplice legata all’impostazione. Il loro governo della cosa pubblica punta sull'esigenza di apparire. Tutto nasce e si esaurisce con la conferenza stampa. Quello che è accaduto prima e quello che accadrà dopo la conferenza stampa non interessa più nessuno. In realtà non è così. L'amministrazione va governata sempre avendo una direzione di marcia e un obiettivo strategico da raggiungere. Se non hai obiettivi, perché l'obiettivo si riduce e si consuma con la conferenza stampa, non vai da nessuna parte. Pescara ha bisogno di obiettivi strategici, non di elementi di dettaglio. Ha bisogno di ripensarsi completamente, di prepararsi ad affrontare le sfide del futuro perché ha tutte le carte in regola per candidarsi a diventare la capitale del Medio Adriatico. Tornando all’imminente ritorno al voto. Lei sostiene che arrivare al ballottaggio sia più che possibile, ma cosa glielo fa pensare? Me lo fanno pensare i numeri. Masci è sopra il 50% per meno di 500 voti e hanno diritto a votare 14.500 persone, il che vuol dire che ci sono tutti i margini e le condizioni perché si possa recuperare questo scarto. Penso anche che ci sono le condizioni politiche, gli umori della città sono evidenti a tutti, è inutile nasconderlo. Non sono quelli che c'erano due anni fa quando la Meloni aveva impiantato i capannoni sul mare, oggi le cose si presentano in maniera un po' diversa. C'è un senso di insoddisfazione drammatico. Peraltro molte delle promesse fatte in campagna elettorale non sono state mantenute indipendentemente dal fatto che sia passato solo un anno e mezzo.Io sono straordinariamente fiducioso e poi ci tengo a sottolineare un'altra volta l'esito del ballottaggio sarebbe quasi scontato e lo dice il suo sondaggio dove si parla del voto ai soli sindaci: 53 votano Carlo Costantini sindaco e 28 votano Carlo Masci sindaco. Questo vuol dire che Masci potenzialmente perderebbe il 50% dei voti degli stessi partiti che lo sostengono, ma è evidente che nel momento in cui il confronto avviene tra persone, tra idee e tra prospettive che si riesce a rappresentare, senza avere le truppe dei partiti e dei candidati, lì la partita cambia completamente. Il centrodestra afferma che dalle opposizioni non arrivino proposte, ma solo attacchi. Se diventasse sindaco c’è un progetto, concreto, su cui punterebbe. Quello che in qualche modo vorrebbe rappresentasse la sua amministrazione? Posso dire a me stesso che di me resterà Nuova Pescara e non è poco. È un progetto per il quale ho speso tempo, denaro e ho fatto sacrifici giganteschi. Se diventassi sindaco, le due cose che farei il giorno dopo sarebbero due: intervenire su multe e parcheggi. I parcheggi devono tornare a costare o a non costare e in questo caso mi riferisco al fatto che sono stati messi a pagamento anche in inverno sulla riviera. Quindi le multe che non possono diventare una sorta di tassa occulta: 13 milioni in un anno è troppo. Questo non vuol dire rinunciare alla sicurezza. I semafori con le telecamere li lasciamo, ma solo nelle strade dove c’è una comprovata condizione di pericolo, insomma dove serve; e li lasciamo con i contasecondi perché non è possibile che i cittadini debbano attraversare un incrocio come se stessero lanciando la monetina. Devono avere il tempo di capire quando sta scattando il rosso e il contasecondi è, per questo, fondamentale. E poi c'è un altro progetto che ho molto a cuore che per me è importante quanto quello della Nuova Pescara, ed è quello di cui ho parlato: la metropolitana di superficie. Le città che hanno avuto la possibilità di sfruttare i binari per realizzare la metropolitana in superficie, hanno completamente cambiato le loro prospettive di crescita, hanno cambiato il sistema di mobilità, hanno straordinariamente ridotto il grado di inquinamento, hanno garantito lo sviluppo di nuove opportunità economiche. È un sistema di trasporto moderno, assolutamente pulito, molto efficace e rapido e conveniente, quindi ci investirò moltissimo.
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