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Mercoledì, 11 Febbraio 2026 13:38

Maxi operazione dei carabinieri contro traffico di stupefacenti, armi ed esplosivi: 12 arresti [VIDEO-FOTO]

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Al vertice del sodalizio criminale ci sarebbe un uomo di 45 anni di Montesilvano
Maxi operazione dei carabinieri della Compagnia di Penne su scala nazionale contro traffico di droga, armi ed esplosivi. Dodici gli arresti complessivi, di cui sette in Abruzzo, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia dell’Aquila. L’indagine, avviata nel maggio 2024 e denominata “Last Delivery”, ha ricostruito l’attività di un’associazione per delinquere radicata tra Montesilvano e Penne, dedita allo spaccio di droga, anche all’interno del carcere di Pescara. Parallelamente è emerso un traffico di materiale esplodente, armi e ordigni artigianali venduti online e spediti tramite corrieri inconsapevoli, mettendo a rischio la sicurezza dei trasporti. L’operazione è stata eseguita martedì 10 febbraio. Oltre 250 i militari impegnati nelle perquisizioni in tutta Italia. Sette arresti (cinque in carcere e due ai domiciliari) sono stati eseguiti in esecuzione di ordinanza e hanno interessato sei persone residenti nel Pescarese e una residente nell’Aquilano. Gli altri cinque, fuori regioni, sono avvenuti ieri in flagranza durante le perquisizioni. Al vertice del sodalizio un 45enne residente a Montesilvano.Aggiornamento 13:00 - I risultati dell'operazione sono stati illustrati in conferenza stampa dal comandante provinciale dei Carabinieri di Pescara, colonnello Stefano Ranalletta, e da quello della Compagnia di Penne, capitano Alfio Rapisarda.L’ordinanza cautelare, emessa dal gip del Tribunale dell’Aquila su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (sostituto procuratore Roberta D'Avolio), ha riguardato sette persone ritenute gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti: cinque sono finite in carcere e due ai domiciliari. Una delle sette persone è residente nell'Aquilano, le altre sei tutte nel Pescarese. Contestualmente sono stati eseguiti 24 decreti di perquisizione in diverse regioni.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo sarebbe stato attivo già dal 2021, con una struttura organizzata e una precisa ripartizione dei ruoli. Il referente per la zona di Penne, pur sottoposto ai domiciliari, avrebbe continuato a coordinare lo spaccio avvalendosi di una rete ristretta di sodali. Tra questi, un vicino di casa che avrebbe custodito la droga nella propria abitazione per sottrarla a eventuali controlli.Un capitolo particolarmente delicato riguarda la presunta estensione dell’attività anche all’interno della casa circondariale di Pescara. Le indagini avrebbero documentato l’introduzione clandestina di telefoni cellulari utilizzati per mantenere contatti costanti tra detenuti e sodali all’esterno, anche tramite videochiamate intercettate. Le dosi, denominate in gergo “magliette”, sarebbero state introdotte durante i colloqui con l’ausilio di complici.Parallelamente, l’inchiesta ha fatto emergere un ulteriore filone legato alla compravendita e spedizione su scala nazionale di materiale esplodente, armi ed ordigni artigianali ad alto potenziale distruttivo. Le transazioni avvenivano attraverso chat e piattaforme web, con spedizioni tramite corrieri espressi, inconsapevoli di ciò che trasportavano, utilizzando indirizzi e intestazioni fittizie, mettendo a rischio, è stato sottolineato in conferenza stampa, la sicurezza dei trasporti. I militari si sono soffermati sulla totale estraneità dei corrieri, che si sono messi anche a disposizione in fase di indagine.Nel corso delle perquisizioni sono stati eseguiti cinque arresti in flagranza fuori regione. A Trapani è stato sequestrato un laboratorio artigianale con 210 chilogrammi di materiale esplosivo confezionato in oltre duemila ordigni; arrestato un quarantenne. Ad Acicatena (Catania) sono stati rinvenuti 307 chilogrammi di esplosivo in 780 manufatti; sono stati arrestati un 37enne e un 39enne. A Chiavari sono stati rinvenuti oltre cinque chilogrammi di materiale esplodente insieme a un taser e armi bianche; arrestato un 50enne. A Bari sono stati sequestrati droga e 53 mila euro in contanti ed è stato arrestato un 24enne.Secondo quanto riferito dagli investigatori, alcuni ordigni acquistati attraverso la rete sarebbero stati utilizzati in due azioni intimidatorie avvenute nel 2023 a Formia e a Roma.L’intera indagine trae origine da un arresto del 2023 a Penne, quando un uomo fu trovato in possesso di 177 artifizi pirotecnici e 22 colpi di mortaio artigianali per oltre 15 chilogrammi di materiale esplosivo.
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