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Venerdì, 06 Febbraio 2026 19:04

Effetto domino per il "no" alla Nuova Pescara: anche Montesilvano è pronta a chiedere lo stop del processo di fusione

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Dopo Spoltore anche il consiglio comunale della città costiera si appresta a discutere e quindi eventualmente approvare, la delibera con cui chiede di fermare l'iter, abrogare la legge regionale e avviare un nuovo percorso per un'area metropolitana. E sì, anche qui si vuole ridare voce ai cittadini con un referendum consultivo
Caduta la prima tessera, è effetto domino. Anche Montesilvano, dopo Spoltore, si prepara a portare in consiglio comunale la delibera con cui all’aula chiederà di esprimersi a favore o contro lo stop del processo di fusione e di conseguenza l’abrogazione della legge regionale che istituisce alla Nuova Pescara oltre che la volontà di intraprendere il percorso per la realizzazione di una città metropolitana. Una delibera che se approvata arriverà dritta in Regione.Nella sostanza l’unica differenza è che in quella di Montesilvano si prevede già di procedere con un nuovo referendum, aspetto questo che nella delibera approvata all’unanimità dai presenti al consiglio di Spoltore del 29 gennaio è stata introdotta con un emendamento a firma del consigliere di opposizione Stelvio D’Ettorre Referendum consultivo per il quale ai cittadini si chiederà di dire la propria in concomitanza con quello costituzionale del 22 e il 23 marzo, esattamente come avverrà nel Comune di Spoltore che ha già avviato l’iter organizzativo. Se potesse essere questa la strada da percorrere anche per Montesilvano lo avevamo chiesto, quando il presidente del consiglio comunale di Spoltore annunciò la possibilità di quella delibera di rottura con il percorso di nascita della Nuova Pescara che attende di diventare realtà dal 2014, al consigliere comunale delegato alla Sicurezza nonché capogruppo comunale FdI Marco Forconi dopo che il partito, alla luce della sentenza del consiglio di Stato che ha parzialmente annullato le amministrative 2024 a Pescara, aveva chiesto un “atto di responsabilità” sospendendo il processo di fusione. Poteva essere una possibilità, rispose, e questa possibilità ora che Spoltore ha fatto il passo, si concretizza con la discussione in aula del 9 febbraio. Due delibere praticamente fotocopia quelle dei due Comuni con quella di Montesilvano in cui pure si evidenziano criticità organizzative, gestionali e normative, oltre che la disomogeneità dei servizi, l’impossibilità di coordinamento e la mancanza di quegli studi preliminari che non avrebbero dato modo al progetto di strutturarsi. “Le funzioni già associate, nonostante il tempo trascorso, risultano di difficile messa a punto e stanno determinando l’insorgenza di disagi e diseconomie organizzative con ripercussioni in termini di disservizi all’utenza”, si legge nell’atto che approderà in consiglio comunale che parla anche di “continui affaticamenti” degli uffici. Il fatto che in 10 mesi si dovrebbero accorpare i servizi più complessi “rendono il percorso incerto e scivoloso poiché di difficile pianificazione, attuazione e controllo in quanto”, si legge ancora. E questo perché “l’organizzazione degli uffici può assumere diverse declinazioni e, nella mera valutazione della sola struttura, al netto dell’esercizio della funzione, si tratterebbe di comprendere come si associa la gestione di un ‘apparato strutturale’0 che non è certo un servizio”; perché “i tributi locali presuppongono l’uniformazione dell’organizzazione in un modello integrato” che ad oggi sarebbe in sostanza impossibile; perché “le funzioni trasferite o subdelegate dalla Regione ai Comuni incluse quelle in materia di demanio marittimo sono numerose ed il loro esercizio è caratterizzato sia da parcellizzazione delle competenze all’interno dei singoli enti che da disomogeneità organizzativa tra gli enti”, ma anche perché su pianificazione urbanistica, organizzazione dell’amministrazione e dei servizi con conseguente gestione a partire dalla raccolta dei rifiuti e per arrivare alla riscossione dei tributi presupporrebbero una gestione associata frutto di “un’attività di studio, coordinamento e integrazione fra scelte politiche ed amministrative ben lungi dall’essere attuata”. In questo scenario, viene messo nero su bianco nella delibera, “la normativa regionale non tiene minimamente in considerazione altri aspetti essenziali e ostativi rispetto alla possibilità di gestione associata di funzioni e servizi”, a cominciare dai servizi sociali, tema di cui molto ha parlato il sindaco di Spoltore Chiara Trulli. Gli “studi di fattibilità che hanno portato all’elaborazione di un cronoprogramma specifico per la gestione associata di singole funzioni o di singoli servizi vengono puntualmente disattesi, a riprova dell’erroneità del metodo intrapreso – si legge ancora -: in sostanza, la concreta attuazione della legge regionale 13/2023 sta manifestando criticità e difficoltà organizzative”. A non essere visto di buon occhio anche il fatto che la Nuova Pescara richiederebbe di nascere con lo statuto del capoluogo adriatico non avendo questo Comune firmato la bozza portata in aula. Insomma come per Spoltore anche per Montesilvano ci sono “pesanti e insormontabili criticità” e anche i cittadini sarebbero contrari al progetto ed è in nome della consultazione democratica che ora si intende ridar loro voce con un referendum consultivo. I due Comuni sono certi che la prima contrarietà la loro e così si va avanti nel tentativo di fermare un processo che, in teoria, non sarebbe poi così semplice da scardinare. Non resta che sentire cosa avranno da dire se anche il consiglio di Montesilvano approverà l’atto.
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