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Venerdì, 06 Febbraio 2026 15:36

Montesilvano ricorda la tragedia di Marcinelle con l'evento "Cuori nel pozzo"

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L’aula magna dell’Istituto “Emilio Alessandrini” di Montesilvano ha ospitato l’incontro-dibattito “Europa, identità, memorie: Cuori nel Pozzo”
Si è tenuto nell'aula magna dell'Istituto Alessandrini di Montesilvano l'incontro riguardante la memoria della tragedia di Marcinelle “Europa, identità, memorie: cuori nel pozzo”.​L’iniziativa, organizzata dall’università popolare della Terza Età in collaborazione con la Federazione pensionati Cisl Abruzzo e Molise, intende onorare la memoria degli ex minatori italiani in Belgio a 80 anni dal protocollo del 1946 e a 70 anni dal disastro della miniera Bois du Cazier a Marcinelle (8 agosto 1956), dove persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani e ben 60 abruzzesi.L’evento mira a combattere l’esclusione sociale e l’intolleranza verso i lavoratori migranti, promuovendo il dialogo intergenerazionale, la solidarietà e la responsabilità sociale per costruire la pace. Si intende favorire scambi socio-culturali, programmi Erasmus per i giovani, rafforzare il legame tra Abruzzo e la diaspora abruzzese in Belgio, e aiutare gli abruzzesi-discendenti a riscoprire le proprie radici culturali e familiari, anche tramite strumenti come il “Passaporto delle Radici”.Un ruolo centrale delle istituzioni (Ue, nazionale e locali) è auspicabile nella prevenzione degli infortuni sul lavoro, assicurando il rispetto delle norme e tutelando valori fondamentali come dignità, eguaglianza e salute. In un contesto di trasformazioni digitali e intelligenza artificiale, occorre un impegno costante per garantire lavoro sano e sicuro, affinché tragedie come quella di Marcinelle non si ripetano.L’evento ha visto la partecipazione straordinaria di un testimone diretto, Giovanni Passamonti di Charleroi, mentre Claude Souka di Liegi ha inviato un plico con la sua testimonianza, oltre agli interventi istituzionali del sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis, dell'ex senatore Antonio Razzi, della dirigente scolastica dell’Istituto Alessandrini Gabriella Di Mascio, dell’assessore comunale Corinna Sandias, del presidente dell’università della Terza Età Giuseppe Tini e dei vertici del sindacato Cisl Pensionati, Michele Tosches, Lucio Petrongolo e Vincenzo Traniello.Tre studenti dell'Alessandrini – Gabriele Ferretti, Miriam Pitocco e Arsenii Domaschenko – hanno condiviso con entusiasmo la loro esperienza Erasmus in Belgio ad aprile, raccontando le attività svolte a Heusden Zolder. Hanno invitato i coetanei a diventare custodi di queste storie, affinché il ricordo e il sacrificio dei nonni siano le fondamenta per un'Europa più umana, consapevole e solidale.Ottavio De Martinis, Sindaco di Montesilvano:​"Ricordare Marcinelle non è solo un atto di omaggio verso i nostri corregionali che sacrificarono la vita lontano da casa, ma è un dovere civile per riflettere sulle radici della nostra emigrazione. Oggi, attraverso il 'Passaporto delle Radici', vogliamo rafforzare il legame con i discendenti abruzzesi in Belgio, trasformando la memoria di un dolore collettivo in un'opportunità di scambio culturale e solidarietà internazionale. Le istituzioni hanno il compito di non dimenticare mai che dietro ogni numero di una tragedia ci sono storie, sogni e sacrifici che hanno costruito l'Europa di oggi."​Corinna Sandias, Assessore:​"Il tema della sicurezza sul lavoro resta, purtroppo, di drammatica attualità. Gli articoli 2, 3 e 32 della nostra Costituzione ci ricordano che la dignità e la salute sono principi inviolabili. Nell'era dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione, dobbiamo pretendere che l'innovazione tecnologica diventi lo scudo definitivo contro gli infortuni. Questo incontro con gli studenti dell'Alessandrini serve a seminare nei giovani la cultura del rispetto delle norme e della prevenzione: non possiamo più permettere che il lavoro si trasformi in tragedia."​Giuseppe Tini, Presidente dell’Università Popolare della Terza Età: "Con 'Cuori nel Pozzo' abbiamo voluto creare un ponte generazionale. L'università popolare crede fermamente nel dialogo tra chi ha vissuto l'esperienza dell'emigrazione e i giovani che oggi guardano all'Europa attraverso l' Erasmus. La memoria è un muscolo che va allenato: ricordare il patto 'uomo-carbone' e il dramma dei nostri minatori significa dare valore alla nostra identità e promuovere una cittadinanza consapevole, capace di combattere ogni forma di esclusione e intolleranza
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