Vicinanza al pescarese Alessandro Calista e gli altri agenti feriti nella manifestazione per lo sgombero del centro sociale Akatasuna. FdI conferma il riconoscimento per l'agente, il centrosinistra chiede stipendi più alti e rinforzi
Dal consiglio comunale totale solidarietà ad Alessandro Calista, il poliziotto 29enne di Pescara aggredito a Torino durante la manifestazione per la chiusura del centro sociale Askatasuna e piena condanna e presa di distanza da ogni forma di violenza contro i rappresentanti dello Stato. Allo stesso tempo, però, la richiesta perché non vi siano “sì, ma e però” di fronte alla totale condanna di quanto avvenuto a danno delle forze dell’ordine, richiesta questa arrivata dai banchi del centrodestra, e, dall’altra, quella di non strumentalizzare episodi come quelli di Torino se poi non si aumentano uomini e stipendi tra le fila di chi è deputato a garantire la sicurezza con anche l’auspicio che il governo sgomberi presto anche la sede storica di Casapound anch’essa occupata. A intervenire per primo è stato il capogruppo comunale FdI Roberto Carota che ha confermato l’impegno del partito perché a Calista, ferito con altri agenti durante gli scontri, la città dia il giusto riconoscimento. Quindi l’invito a non usare quei “sì, ma e però” che a livello nazionale sarebbero stati espressi seppur condividendo la solidarietà verso gli agenti. “Chi attacca la divisa attacca lo Stato”, ha detto in aula rimarcando il fatto che seppur legittima la manifestazione era in difesa dello sgombero “di uno dei centri sociali dichiarato tra i più pericolosi d’Europa che finalmente il nostro governo è riuscito a smantellare. Ora si parlerà di infiltrati”, ha aggiunto, ma quello che resta “sono le immagini delle lesioni che Alessandro Calista, insieme ad altri poliziotti impegnato a difendere la sicurezza, ha riportato”. Quanto avvenuto dunque, ha aggiunto Carota annunciando l’iniziativa per tributargli il riconoscimento della città, “va condannata in toto senza alcuna giustificazione”. “Niente se e ma”, ha replicato il consigliere comunale di opposizione Massimiliano Di Pillo (Pettinari sindaco). “Vorrei – ha quindi affermato – che oltre che dello sgombero di quel centro sociale il governo possa quanto prima sgomberare anche la sede storica di Casapound che occupa da troppo tempo uno stabile di proprietà privata”. E che non ci siano “se e ma” nella condanna per quanto avvenuto, lo ha ribadito anche il capogruppo comunale Piero Giampietro che ha però aggiunto: “nessuno si permetta di strumentalizzare queste vicende. Parliamo di ragazzi e ragazze costretti a lavorare per pochi soldi. Sarebbe davvero degradante per la politica. Mi auguro che non sia questo lo spirito e sono sicuro non sia quello di Carota”, ha detto rivolgendosi al capogruppo e confermando il pieno sostegno alle parole di condanna ribadendo che a compiere quegli atti “sono stati dei delinquenti che hanno aggredito una persona che per due soldi stava facendo il proprio lavoro”. Il suo di augurio è che il vero riconoscimento per loro arrivi sul fronte dei numeri e degli stipendi dato che ha questo, ha concluso, “le istituzioni spesso sono sorde e che se ne ricordano solo di fronte a situazioni tanto drammatiche”. A rassicurarlo il capogruppo di Forza Italia Roberto Renzetti. “Nessun intento di strumentalizzare”, ha esordito chiedendo che ciò non avvenga “né da questa né dall’altra parte. Non è che ci possiamo ricordare di valutare l’attività di questi poliziotti dell’arma in generale a nostra difesa e tutela solo quando si verificano solo questi situazioni”. Gli aggressori “per me sono teppisti e delinquenti che non hanno nulla a che fare né con la democrazia non con voglia di dimostrare dissenso. E’ violenza allo stato puro con l’intento di ferire e fare del male2, ha chiosato. “Credo che un riconoscimento vada sempre e comunque dato in ogni occasione. Serve una politica del rispetto per migliorare non solo numero e condizioni lavorative delle forze dell’ordine, ma anche un discorso di riconoscimento economico e su questo non può esserci che la totale solidarietà da parte di tutte le forze politiche”.