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Mercoledì, 28 Gennaio 2026 16:12

Rapposelli sugli orari dei locali: "Non si amministra a colpi di ordinanze, serve un regolamento"

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Il consigliere di Forza Italia replica alla Cna e accoglie favorevolmente la proposta di un tavolo di lavoro allargato anche alle associazioni di categoria
"Ben venga la costituzione di un tavolo di lavoro allargato anche alle associazioni di categoria, accogliendo l’invito della Cna, ma chiedo anche che vengano dettati tempi precisi e inderogabili per portare in aula lo strumento di disciplina”. Lo afferma il consigliere comunale Fabrizio Rapposelli (Forza Italia) replicando alla richiesta avanzata dalla Cna di Pescara, intervenuta sulla situazione sicurezza.“Le città - dice Rapposelli - non si amministrano a colpi di ordinanze dirigenziali, piuttosto per pianificare il lavoro delle attività di ristorazione, addette al food and beverage e alla somministrazione, occorre quel regolamento che purtroppo la città di Pescara attende da troppi anni. Un regolamento che in qualità di già presidente della commissione Commercio e Attività Produttive molte volte ho chiesto, ma che mai è stato predisposto né tantomeno sottoposto alla valutazione del Consiglio".“I regolamenti richiedono tempo, studio, attenzione, verifica e consultazione – va avanti – e possono anche risultare impopolari o, peggio, antipatici, ma in realtà rappresentano l’unico strumento idoneo, opportuno e uniformemente valido per governare i vari comparti di un territorio, per evitare l’effetto casbah, per arginare il caos che impera in alcuni settori, per dettare regole che siano valide per tutti. Regole che pure abbiano la capacità di mediare tra le varie posizioni sul campo, in questo caso tra i ristoratori e gli addetti al settore della somministrazione serale al pubblico e i residenti delle varie zone in cui maggiore è la concentrazione di tali attività"."È ovvio che non si potrà ma accontentare tutti, ma è necessario garantire parità di trattamento, equità professionale e norme non interpretabili. Non è possibile oggi brandire l’arma dell’ordinanza come la spada di Damocle pronta ad abbattersi ovunque - osserva Rapposelli - l’ordinanza serve a disciplinare casi di emergenza e urgenza amministrativa, non a disciplinare ciò che rientra nell’ordinario"."Oggi - sottolinea - abbiamo un dato certo: Pescara ha una vocazione turistico-commerciale che entra anche nel campo dell’intrattenimento. I cittadini escono la sera, e amano vivere la realtà dei localini che caratterizzano alcune zone della città e che costituiscono una quota fondamentale della nostra economia territoriale. Tale attività va sicuramente normata e gestita, nel rispetto delle leggi in vigore, in maniera razionale, ponderata, senza attività e atteggiamenti estremistici, soprattutto per garantire la sicurezza degli operatori, dei frequentatori e dei residenti. Vanno trovati punti di incontro, di confronto e di reciproca soddisfazione - conclude - e in tal senso possono essere coinvolte le associazioni che, anche prendendo in prestito esempi provenienti dal resto del Paese, sicuramente sono in grado di dare un contributo di sostanza a uno strumento che dobbiamo riuscire a confezionare e ad approvare in Consiglio comunale prima dell’inizio della prossima stagione estiva”.
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