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Mercoledì, 28 Gennaio 2026 10:48

"Pesanti e insormontabili criticità": ecco perché Spoltore vuole chiudere la partita della Nuova Pescara

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Una delibera articolata quella che sarà portata in consiglio comunale per chiedere all'aula di esprimersi sul "no" al processo di fusione e avanzare formalmente la richiesta alla Regione. Per come si sta portando avanti l'accorpamento dei servizi il rischio sarebbe quello di "uno stillicidio amministrativo che penalizza i nostri territori"
Di fronte a “pesanti e insormontabili criticità” l’iter della fusione va sospeso e la legge regionale 13 del 2023 che ha dettato il cronoprogramma per la nascita della Nuova Pescara, abrogata. Questo quanto si legge nella delibera che giovedì 29 gennaio approderà in consiglio comunale, a Spoltore e con cui all’aula si chiederà di formalizzarla quella richiesta perché sia poi la Regione a valutarla. Fermare il processo di fusione, secondo l’atto, è “indispensabile” per “evitare che la realizzazione di questo progetto fumoso e velleitario porti a uno stillicidio amministrativo che penalizzi i nostri territori”, ma anche per dare una risposta alle “continue e quotidiane manifestazioni da parte della cittadinanza di Spoltore” che agli amministratori esprime “ferma contrarietà al progetto di fusione”. Una risposta quindi a “un sentimento diffuso e radicato nella popolazione che non è mai stata veramente edotta e informata delle conseguenze alle quali avrebbe condotto la realizzazione del progetto in questione”. L’annuncio che la proposta di delibera ci sarebbe stata, l’aveva dato già l’8 gennaio il presidente del consiglio comunale di Spoltore Lucio Matricciani che la sua contrarietà alla Nuova Pescara non l’ha mai nascosta. Ieri, 27 gennaio, a far sapere che era pronta per essere portata in aula, è stato dagli scranni del consiglio comunale di Pescara, Massimiliano Di Pillo (Pettinari sindaco) che ha parlato di “fallimento” della giunta pescarese di centrodestra cui si imputa di non aver saputo guidarlo il processo di fusione. A confermarlo a IlPescara è stato il sindaco Chiara Tulli.L’accorpamento dei servizi, si legge nel documento che approderà in aula a Spoltore, si sta portando avanti secondo i dettami della legge regionale, ma senza che vi siano “un complessivo studio di fattibilità” e “una pianificazione tecnico-economica che abbia individuato eventuali vantaggi e criticità del processo di fusione”.“Le funzioni già associate, nonostante il tempo trascorso, risultano di difficile messa a punto e stanno determinando l’insorgenza di disagi e diseconomie organizzative con ripercussioni in termini di disservizi all’utenza”, prosegue il documento parlando di “difficoltà e problematiche” di natura politica, ma soprattutto di carattere tecnico-amministrativo. Difficoltà che avrebbero determinato “affaticamenti da parte degli uffici che si trovano nella concreta impossibilità di fronteggiare questioni mai veramente dipanate e che, alla luce dei fatti, non risultano veramente gestibili”. “Le caratteristiche delle materie ancora da associare rendono, inoltre – precisa la delibera - il percorso incerto e scivoloso poiché di difficile pianificazione, attuazione e controllo”. Si parla ad esempio di difficoltà nel capire come si dovrebbe associare la gestione di un “apparato strutturale” come quello degli uffici, o anche dei problemi che riguardano l’unificazione dei tributi locali visto che i sistemi nei tre Comuni coinvolti nella fusione sono diversi. Prima, si ammonisce, si dovrebbero fare tutte le valutazioni del caso, ma i tempi stringenti non lo consentirebbero. Criticità che ci sarebbero anche nell’accorpare ambiti come l’urbanistica o il servizio pubblico. Ancor più complessa sarebbe l’unificazione del sistema di raccolta dei rifiuti e del relativo sistema di riscossione dei tributi di cui nell’atto si parla ampiamente. Tre sistemi diversi, tre modalità di affidamento diverse (Pescara con una società in house e Spoltore e Montesilvano che si avvalgono di società private per garantire il servizio) che renderebbero “impossibile”, sul fronte Tari, “procedere ad elaborare un unico Pef (Piano economico finanziario) che porti alla ‘creazione’ di una tassazione uniforme. Problemi complessi si denunciano anche sul fronte dei servizi sociali e l’erogazione dei servizi ai fragili. I tre Comuni oggi fanno parte di tre Ambiti distrettuali diversi e questo impedirebbe “qualsiasi soluzione condivisa” ancor più se si considera che Spoltore del suo è capofila e che dunque ha responsabilità nei confronti di tutti i Comuni che ne fanno parte. Nel complesso, si legge nella delibera che si chiederà all'aula di votare, “la gestione associata comporta un’attività di studio, coordinamento e integrazione fra scelte politiche e amministrative ben lungi dall’essere attuata – si sostiene quindi nella delibera -, in quanto legata a una visione unitaria del territorio che richiede un lavoro coordinato realizzabile solo in una fase di ‘stabilizzazione’ e regolare funzionamento dei servizi già associati, ad oggi assolutamente lontana dall’essere realizzata”.La conclusione è che la legge regionale “non trova il suo fondamento in alcuno studio preliminare e complessivo di fattibilità che sarebbe stato indispensabile in primo luogo per effettuare una valutazione concreta e reale sul rapporto costi-benefici derivante da un’eventuale fusione e, in secondo luogo, per dettare un cronoprogramma del processo di fusione basato su dati reali e verificati”; e che “mancano una programmazione e progettazione complessiva degli interventi, come emerge in maniera ancora più evidente dal fatto che vengono di volta in volta commissionati studi di fattibilità specifici sulla gestione associata di singole funzioni o servizi determinando una frammentazione di interventi che denota chiaramente una scarsa comprensione della complessità degli interventi necessari”. Se a tutto questo, viene ricordato nel documento, si aggiunge che lo statuto provvisorio della Nuova Pescara il capoluogo adriatico non lo ha approvato creando un “evidente pregiudizio per la salvaguardia della peculiarità dei territori del nostro ente”, per gli amministratori di Spoltore andare avanti nella fusione sarebbe solo un danno. Di qui la richiesta di fermare l’iter che dovrebbe portare alla Nuova Pescara e di abrogare la legge regionale così che si possano fare “scelte più appropriate e funzionali ad una adeguata gestione dell’area metropolitana diventata ormai una realtà”. Ai consiglieri si chiederà quindi di chiudere una partita, quella della fusione, e di aprirne una completamente diversa ripartendo dal punto zero.
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