La mozione presentata dal consigliere regionale pennese è finalizzata a introdurre misure straordinarie di protezione per il personale sanitario, attraverso l’utilizzo di dispositivi tecnologici e protocolli operativi uniformi
Approvata dalla commissione sanità del consiglio regionale la risoluzione del consigliere vestino di Fratelli d'Italia Leonardo D'Addazio, riguardante la tutela a livello regionale del personale sanitario in servizio. Depositata il 28 ottobre 2025, è finalizzata a introdurre misure straordinarie di protezione per il personale sanitario, attraverso l’utilizzo di dispositivi tecnologici e protocolli operativi uniformi su tutto il territorio abruzzese.Il documento, approvato a maggioranza con il voto contrario dell’opposizione e l’astensione di tre consiglieri, impegna la giunta regionale ad avviare entro 90 giorni una sperimentazione di 18 mesi per l’adozione di body cam e dispositivi di allarme personale per operatori dei contesti più a rischio: pronto soccorso, continuità assistenziale e reparti con turni in solitaria.Questi strumenti serviranno sia da deterrente sia a consentire interventi immediati in caso di aggressioni, offrendo maggiore tutela anche dal punto di vista della responsabilità professionale. Come sottolineato da D’Addazio, le violenze contro il personale sanitario sono in aumento e compromettono la serenità e la sicurezza negli ospedali.Questa risoluzione introduce un modello innovativo, basato su tecnologia, prevenzione e coordinamento con le forze dell’ordine”. Il consigliere sottolinea, inoltre, come l’iniziativa normativa “nasca dal prezioso contributo tecnico e professionale di Nelson Anzoletti, dirigente medico dell’Uoc di Geriatria dell’ospedale di Pescara, componente del consiglio direttivo dell’ordine dei medici della provincia di Pescara ed ex responsabile del dipartimento provinciale sanità di Fratelli d’ItaliaD’Addazio ringrazia Anzoletti per aver sollevato il tema della sicurezza dei sanitari e per il contributo pratico dato alla discussione. La risoluzione prevede linee guida regionali su privacy, formazione personale, gestione dati e protocolli di intervento, oltre ad accordi con le forze dell’ordine per risposte rapide e coordinate. D’Addazio sottolinea che garantire la sicurezza dei sanitari è un dovere morale e istituzionale e che questa misura rappresenta solo l’avvio di un percorso verso un sistema più sicuro e moderno.