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Martedì, 27 Gennaio 2026 15:26

Da "Patto per l'Abruzzo" una proposta di legge regionale per tutelare il diritto all'interruzione di gravidanza

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Il testo normativo rafforza il ruolo dei consultori, promuove modelli territoriali e ambulatoriali per l’IVG farmacologica, introduce strumenti di coordinamento regionale e sistemi di monitoraggio
Presentata da Patto per l'Abruzzo in consiglio regionale, una proposta di legge sul riordino del servizio di interruzione volontaria di gravidanza Ivg. Il testo normativo rafforza il ruolo dei consultori, promuove modelli territoriali e ambulatoriali per l’Ivg farmacologica, introduce strumenti di coordinamento regionale e sistemi di monitoraggio, con l’obiettivo di migliorare rapidità, prossimità e qualità delle prestazioni.I consiglieri regionali di Patto per l’Abruzzo evidenziano la necessità di colmare il divario tra la legge nazionale n. 194/1978 e la realtà dell’accesso all’Ivg nel servizio sanitario abruzzese, dove persistono disomogeneità, ritardi e disuguaglianze territoriali. Le difficoltà sono aggravate dalla cattiva organizzazione di alcune Asl, dalla mancanza di protocolli omogenei e dall’alto numero di medici obiettori, costringendo molte donne a spostarsi tra province e rischiando di non rispettare i termini di legge.Un’ulteriore criticità riguarda la mancata garanzia dell’Ivg farmacologica, che spesso non viene offerta nonostante sia prevista dalle linee guida nazionali, portando all’uso di procedure chirurgiche più invasive e costose per il sistema sanitario.La proposta di legge - continuano - nasce dall’ascolto dei territori e delle realtà associative impegnate su questo tema. Non aggiunge nuovi diritti e non ne sottrae alcuno, non modifica la legge nazionale ma è indispensabile per rendere concreti e realmente esigibili i diritti che già esistono, anche nella vita quotidiana delle donne abruzzesi che purtroppo sono alle prese con un sistema sanitario regionale inefficiente e carente anche su questo fronte.Il provvedimento inoltre si fonda sui principi sanciti dagli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e sulle competenze regionali in materia di tutela della salute e organizzazione del servizio sanitario, in coerenza con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia sul diritto delle donne a cure sicure e non discriminatorie.Il progetto di legge riguarda l'organizzazione di consultori, ambulatori e ospedali, ritenuta fondamentale per garantire che i diritti delle donne siano esercitati effettivamente e senza ostacoli. Una buona organizzazione non è solo un aspetto burocratico, ma è essenziale per tutelare la salute, la dignità e la libertà di scelta delle persone, soprattutto quando il fattore tempo è centrale spiegano i consiglieri di minoranza regionale.L'obiettivo principale è assicurare a tutte le donne residenti in Abruzzo un accesso equo, sicuro e appropriato ai servizi previsti dalla legge, indipendentemente dalla loro condizione sociale o dal luogo di residenza, contribuendo così a una sanità regionale più moderna ed efficiente.
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