Stampa questa pagina
Martedì, 27 Gennaio 2026 11:19

L'appello al voto di Simona Barba (Avs-Radici in Comune): "Una scelta contro 'l'egoismo pubblico'"

Vota questo articolo
(0 Voti)
La consigliera comunale e di nuovo candiata alle elzioni dell'8 e il 9 marzo fa il suo appello ai circa 14.500 elettori richiamati alle urne auspicando il ballottaggio. Per lei una scelta di "responsabilità" quell cui sono chiamati a nome di tutta la città, afferma
Il ritorno alle urne dell’8 e del 9 marzo è “un test di maturità per l’intera comunità pescarese”. A sostenerlo è la consigliera comunale Avs-Radici in Comune ora di nuovo candidata nella particolare tornata elettorale che alle urne porterà circa 14.500 cittadini delle 23 sezioni in cui l’esito delle ultime amministrative è stato annullato. Per Barba quel voto, seppur parziale, “non è una semplice procedura burocratica”, ma l’occasione di “rinunciare a quello che definisco ‘egoismo pubblico’: l’idea errata che il voto sia un fatto privato, privo di conseguenze collettive. Non è così. In queste elezioni, dove solo poco più del 10% del corpo elettorale potrà esprimersi, ogni scheda depositata avrà un peso specifico enorme: descriverà il senso di responsabilità individuale verso la nostra comunità”. Un messaggio chiaro quello che arriva dalla candidata che corre con la colazione del centrosinistra guidata dal candidato sindaco Carlo Masci. Un invito a votare per cambiare l’attuale maggioranza per un voto con cui “per la prima volta – afferma ancora - si chiede a un cittadino di votare non solo per sé stesso, ma facendosi carico del diritto negato a tutti gli altri”. Per Barba molti cittadini vivrebbero il ritorno al voto parziale “come un’ingiustizia” e per lei “hanno ragione: l'intera città sarebbe dovuta tornare al voto per sanare lo smarrimento e la confusione generati dalla mancanza di trasparenza e dalle gravi incongruenze dell’ultima tornata, certificate dal consiglio di Stato”, afferma ribadendo la posizione secondo cui il voto lo si sarebbe dovuto annullare in tutta la città. Le sentenze però sono state chiare. Il Tar prima e il consiglio di Stato poi, le irregolarità le hanno rilevate solo in alcune delle 170 sezioni del Comune di Pescara ed è in quelle che ora si è riaperta una partita che potrebbe confermare per la terza volta il sindaco Carlo Masci, o portare a un ballottaggio e dunque un nuovo voto il 22 e il 23 marzo con poi la certezza di chi sarà il sindaco di Pescara. Ed è proprio il ballottaggio per Barba “la sola strada per restituire la parola a tutti i pescaresi: andare al ballottaggio. Solo riaprendo la partita per tutti potremo verificare il reale volere della città, senza paura, in modo trasparente e democratico”. Insomma per la consigliera il voto di ognuno di quelli che alle urne tornerà rappresenta il voto di altri 9 cittadini che alle urne non torneranno. Nei due anni e mezzo di mandato del Masci-bis di critiche all’amministrazione, soprattutto su tematiche ambientali, Barba ne ha sollevate molte e per lei, così come la sua coalizione, arrivare a quel ballottaggio e ribaltarlo quel risultato significherebbe “ripristinare la democrazia”. Sulla scia di quanto già chiesto da Costantini, la candidata parla di “dovere” dell’amministrazione di informare “capillarmente” quei cittadini richiamati alle urne. “Se questo non avverrà, confermando ancora una volta un mancato senso delle istituzioni – sostiene -, sarà compito di tutti noi farlo. Dovremo trovare insieme i mezzi, le parole e gli spazi per dire a chi voterà: il vostro voto è anche il nostro”. Infine un vero e proprio appello ai cittadini richiamati alle urne: “portateci al ballottaggio, perché è nostro diritto decidere tutti insieme”.
Letto 1 volte