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Lunedì, 26 Gennaio 2026 17:08

Scontro sul bilancio in conferenza dei capigruppo: si torna in aula, ma senza Masci nessun accordo

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Il sindaco si presenta per pochi secondi e conferma: trattativa delegata ai consiglieri del centrodestra. Il gruppo Pettinari lascia la stanza "sbattendo la porta". Il centrosinistra: "Irrispettoso". Se non interverrà in consiglio il 27 gennaio per le minoranze la partita è chiusa: nessuna moratoria, avanti con la discussione
L’ipotesi di arrivare a una chiusura del bilancio con un accordo politico sembra sempre più lontana. La differenza sul fronte della trattativa per arrivare a un documento tecnico, per le opposizioni potrebbe farla solo una cosa: l’intervento in consiglio comunale del sindaco Carlo Masci, oggi nel ruolo per le attività urgenti e indifferibili e dunque come i suoi avversari di nuovo in corsa per la guida di Palazzo di Città. Una lettura che il centrodestra giudica incomprensibile, parlando di un “nervosismo ingiustificato” delle minoranze, accusate di essere impegnate più nella “guerra al sindaco” che nel bene della città. Sta di fatto che quell’intervento in aula per le opposizioni è ancor più importante dopo il nulla di fatto nella conferenza dei capigruppo. Incontro da cui il candidato sindaco Domenico Pettinari (Pettinari sindaco) e il consigliere del suo gruppo Massimiliano Di Pillo, fanno sapere i due, sono andati via “sbattendo la porta”. A chiederlo quell’incontro era stato il consigliere comunale di Forza Italia Marcello Antonelli che quella proposta di intesa politica, con una vera e propria moratoria, l’ha portata nell’ultimo consiglio comunale. Seduta in cui ha rimarcato che sarebbe impossibile arrivare all’approvazione del bilancio prima di 21 settimane vista la gran mole di emendamenti ancora da discutere, e che soprattutto sarebbe impossibile portare avanti un dibattito sereno viste le tante polemiche sorte intorno la cosa si potrebbe e non potrebbe fare nelle stanze del Comune dove, questa la denuncia delle opposizioni, si farebbe illegittimamente campagna elettorale. Accusa puntualmente respinta dalla maggioranza. Un nulla di fatto determinato, denunciano sia la coalizione di centrosinistra che il gruppo Pettinari, proprio dal fatto che il sindaco non avrebbe trascorso più di 30 secondi nella stanza in cui si stava svolgendo conferenza dei capigruppo riferendo di aver delegato alla sua maggioranza la trattativa sulla proposta avanzata. Una proposta di intesa politica in cui nulla dovrebbe entrarci la polemica elettorale, ribadisce Antonelli a IlPescara. Una proposta da cui invece la questione elettorale non può essere scorporata per le opposizioni. Il centrosinistra“Masci ha confermato l’atteggiamento irrispettoso e la mancanza di considerazione per le opposizioni”, commenta Paolo Sola (M5s) parlando a nome della sua coalizione. Non basta, insomma, chiedere alle minoranze di ripulire dagli indirizzi politici dopo tutto quello che è successo in poco più di 10 giorni e cioè da quando la sentenza del consiglio di Stato che ha rimandato al voto circa 14.500 elettori in 23 sezioni, è stata pubblicata. Dai chiarimenti chiesti e mai arrivati sull’uso di staff e uffici in campagna elettorale da parte del centrodestra e di Masci in particolare, alla sua costante assenza in consiglio comunale, troppe le domande senza risposta per il centrosinistra. Netta la posizione: la moratoria in aula deve portarla lui dando un reale segno di quel dialogo che, lamenta la coalizione, non avrebbe mai realmente concesso. Il gruppo PettinariPettinari chiede anche di più. Masci non solo deve presentare la proposta, ma deve “anche chiedere scusa ai cittadini e alla mia forza politica”. Andar via in 30 secondo dalla capigruppo, dichiara, “è un atto, a mio avviso, di postura istituzionale gravemente scorretta che denota arroganza, prepotenza istituzionale e mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri, perché non sta né in cielo né in terra che un sindaco non conceda neanche mezz’ora d’ascolto ai consiglieri”. “Siamo disposti ad ascoltare la proposta sul bilancio”, precisa tornando sul tema, ma “solo se il sindaco verrà in aula con un atto di grande responsabilità, chieda scusa ai cittadini per averli tartassati e massacrati con gli aumenti tra Tari, parcheggi e canone unico, e chieda scusa alla mia forza politica per gli atteggiamenti violenti e aggressivi di cui è stato vittima”, aggiunge riferendosi alla conferenza stampa di Pescara Energia in cui fu annunciata una querela nei suoi confronti. Se questo non avverrà, questa la sintesi, si andrà avanti con la normale discussione del bilancio e quindi con gli oltre mille emendamenti ancora da discutere tra dup (documento unico di programmazione), Piano triennale delle opere pubbliche e Bilancio di previsione. “E non ci si dica, che stiamo perdendo tempo”, chiosa riferendosi agli emendamenti presentati “per migliorare la vita della città e de cittadini”. E a chi dice che l’opposizione usi l’aula come vetrina elettorale il candidato risponde: “Da un anno e mezzo ci comportiamo sempre allo stesso modo portando avanti le nostre battaglie. Se altri lo fanno non lo so, ma a noi questo nessuno si può permettere di dirlo”. Le dichiarazioni di Marcello Antonelli (Forza Italia)Sì, la capigruppo non è decisamente andata come si auspicava e questo lo conferma lo stesso Antonelli che però parla di “un nervosismo per noi inspiegabile” di fronte a una proposta politica che invece non verrebbe valutata come tale. “Siamo di fronte a una guerra contro il sindaco”, afferma ricordando che sulla polemica sulla gestione dell’ente, e dunque di uffici e staff, non servono le proteste di chi dice che una cosa non si può fare “ma poi quando gli chiedi di farti vedere dove è scritto non sa indicarlo. Questo è disciplinato dalle norme e le norme vanno rispettate” e non è quindi l’opposizione che può decidere “cosa si può dire o non dire in campagna elettorale. La nostra proposta rimane valida”, rimarca rilanciando dunque la posizione espressa nel giorno in cui, in consiglio l’ha presentata. Consiglio che ha visto anche l'intervento del consigliere Luigi Albore Mascia che al mittente ha rispedito tutti i sospetti riguardo possibili “tranelli” che nasconderebbe. Al contrario, aveva sottolineato già in aula Antonelli, quella proposta non sarebbe altro che la risposta a una necessità, quella di chiudere comunque il bilancio seppur tecnico, mettendo un punto alle polemiche su un possibile uso dei suoi contenuti per fare campagna elettorale, e nata dalla “presa d’atto di uan situazione che va avanti da settimane” e che, aveva precisato, “non porta a nulla”. Martedì 27 gennaio si tornerà in aula, ma senza sindaco sembra impossibile una qualunque trattativa su un bilancio di cui devono essere ancora discussi 121 emendamenti al dup, i 49 al Piano delle opere pubbliche e i 942 al bilancio di previsione.
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