Nasce a Pescara il comitato per il SI al Referendum sulla separazione delle carriere denominato “SI per il bene comune” che si terrà il 22 e il 23 marzo prossimi
Presentato il 23 febbraio nello studio legale Di Benedetto - Toppetti alla presenza degli avvocati Valeria Toppetti, Renato Di Benedetto, Paolo Mancini, Gianluca Tucci, Luca Pellegrini e di Cristina Luciani e Paolo Giorgi il comitato per il Si al referendum del 22 e 23 marzo per la separazione delle carriere dei magistrati. Il comitato “Si per il bene comune”, è comitato territoriale in coordinamento e collaborazione con il comitato nazionale “Cittadini per il Si”presieduto da Francesca Scopelliti, vedova di Enzo Tortora. Presidente del comitato di Pescara è Renato Di Benedetto del Foro di Pescara, vice presidente Gianluca Tucci, Tesoriere Mariavittoria Monaco, con altri 40 professionisti e cittadini tra consiglieri sottoscrittori. Promotrice e sottoscrittrice Valeria Toppetti, esponente del partito di Forza Italia e responsabile regionale del movimento femminile Azzurro Donna.Valeria Toppetti sostiene che la riforma costituzionale approvata il 30 ottobre 2025, che separa le carriere dei magistrati tra giudicante e requirente, garantirà maggiore imparzialità e terzietà del giudizio. Ogni magistrato dovrà scegliere e mantenere la propria carriera e Consigli superiori separati gestiranno valutazioni, trasferimenti e nomine, rafforzando legalità ed equità nei processi. L’avvocato dichiara di votare Si al referendum sulla separazione delle carriere, perché è giusto che Pm e giudici non siano “colleghi”, prevenendo condizionamenti, anche inconsci. Sottolinea la necessità di equidistanza tra le figure della giustizia, condivisa da molti cittadini e professionisti. La riforma modifica vari articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107, 110), ridefinendo il potere giudiziario e rafforzando l’etica della giustizia a vantaggio del bene comune.Renato Di Benedetto, presidente del comitato, ha annunciato la creazione di due Consigli superiori della magistratura distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica. Ciascun consiglio avrà una composizione mista: due terzi magistrati e un terzo composto da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza, selezionati tramite sorteggio da un elenco parlamentare.L’introduzione del sorteggio è ritenuta una novità importante, volta a ridurre l’influenza delle dinamiche associative e politiche nelle elezioni del Csm, garantendo più trasparenza e limitando il consolidamento del potere. Di Benedetto sottolinea che questo sistema si ispira alla democrazia ateniese e alla Bulè, il consiglio dei 500.Gianluca Tucci, vicepresidente del comitato ha dichiarato:“Ritengo sia una buona riforma, che accrescerà la trasparenza, l'imparzialità e l'autorevolezza della magistratura tutta, sia dei Pm che dei giudici togati, e sono certo che fra qualche anno anche i più scettici l'apprezzeranno. Un’altra modifica rilevante è che mi colpisce molto riguarda la giurisdizione disciplinare, ora affidata a un nuovo organo costituzionale, l’lta Corte disciplinare. La Corte sarà composta da quindici giudici (tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza) ed avrà il compito di decidere sulle questioni disciplinari riguardanti tutti i magistrati, garantendo criteri uniformi e indipendenza dalle strutture di autogoverno. Infine, le norme transitorie prevedono che entro un anno dall’entrata in vigore della legge costituzionale dovranno essere approvate le leggi ordinarie di attuazione. Fino ad allora, continueranno a valere le regole attuali. In termini pratici, quindi, il nuovo sistema entrerà pienamente in vigore solo dopo l’approvazione delle leggi di dettaglio”