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Giovedì, 22 Gennaio 2026 19:54

Il direttore generale Zuccarini a Pettinari sui concorsi pubblici: "Nessun intervento politico, un equivoco"

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In commissione Controllo e garanzia il confronto dopo le dichiarazioni a mezzo stampa del direttore generale: le posizioni restano distanti, alcuni momenti di tensione, ma è sul profilo mortale ed etico che si accende il dibattito
Nessuna volontà di entrare nel merito politico, ma solo di rispondere sul fronte tecnico per difendere la dignità dell’ente. Questa, in sintesi, la posizione espressa direttore generale del Comune di Pescara Fabio Zuccarini nel corso della commissione Controllo e garanzia convocata da Paolo Sola (M5s) su richiesta del capogruppo e candidato sindaco civico Domenico Pettinari. Una richiesta fatta a seguito delle dichiarazioni a mezzo stampa rilasciate dal direttore sui concorsi pubblici e il Codice etico che il suo gruppo porterà in forma di ordine del giorno in consiglio comunale. Richiesta cui si è aggiunta quella dell’altro candidato sindaco, Carlo Costantini, che ha invece lamentato il fatto che a Pescara ormai, a rispondere alla politica sarebbero le strutture tecniche minando così la stessa democrazia. Il dibattito a tratti è stato anche acceso e le posizioni sono rimaste sostanzialmente distanti tra chi, a cominciare da Pettinari e il consigliere del suo gruppo Massimiliano Di Pillo, ha ribadito di aver trovato un commento politico nelle parole del direttore generale e chi, invece, ha sostenuto, come il consigliere di maggioranza Luigi Albore Mascia, che lì Zuccarini neanche ci sarebbe dovuto essere perché giustificazioni non avrebbe neanche dovute darne.Il confronto comunque, al di là della tensione finale creatasi tra Zuccarini e Di Pillo con il primo che si è detto non disposto ad essere “processato in questa sede”, è rimasto nei toni del dibattito con Costanti che, portando avanti la sua istanza, ha chiesto al direttore generale di promuovere una circolare interna perché non siano più gli uffici a rispondere alle questioni politiche perché si rischierebbe di alimentare il “sospetto” che vi si a un’azione a sostegno del sindaco Carlo Masci ad oggi nel ruolo solo per la normale amministrazione e dunque di nuovo candidato alle elezioni parziali dell’8 e 9 marzo. Parole cui ha replicato Marcello Antonelli (Forza Italia) che ha invece difeso l'opportunità che un dirigente risponda a un attacco politico come quando, ad esempio, nei consigli si parla di “atti illegittimi. Perché chi li ha fatti non può intervenire?”, ha chiesto. Pettinari e Di Pillo, replicando alla nota stampa del direttore generale, hanno ribadito che da parte loro mai si è parlato di favoritismi o peggio nei concorsi pubblici rivendicando un Codice etico che parla solo di trasparenza e assunzione di responsabilità degli amministratori. Per Zuccarini però, il fatto che quel codice etico sia arrivato a pochi giorni dall’uscita delle graduatorie del Comune in cui tra i vincitori di concorso c’è il figlio di un amministratore, avrebbe rischiato di creare una sorta di ombra del sospetto rischiando così di mettere in discussione l’integrità e la professionalità della struttura tecnica. Si è quindi detto disponibile a lavorare insieme a un nuovo regolamento, ma che parta dal presupposto contrario: aprirli a tutti i concorsi. “Un fallimento” per lui pensarlo partendo dalla necessità di estromettere chi porta uno specifico cognome, oltre che un atto incostituzionale. Ma vederne diversi di quei cognomi nelle graduatorie, ha sostenuto Costantini, lo renderebbe “inquieto” visto il rischio che comporterebbe questo nell’invogliare i giovani a partecipare ai concorsi pubblici e parlando di percezione di non voglia di farlo proprio per queste ragioni. Parole cui ha risposto l’assessore comunale al Personale Eugenio Seccia per cui non ci sarebbe nulla a sostegno di questa tesi. Il gruppo Pettinari nel merito aveva avuto già modo di specificare che quel Codice non prevede un “divieto”, ma un impegno degli amministratori a evitare che i parenti partecipino ai concorsi con questi che possono comunque farlo, con quindi il politico coinvolto chiamato eventualmente a fare valutazioni sul suo ruolo. A non credere a quello che è stato definito “equivoco” anche Donato Di Matteo (Costantini sindaco): per lui anche un intervento politico c’è stato e il discorso etico di escludere i parenti dai concorsi non è da sottovalutare perché potrebbe servire ad arginare la disaffeziona alla politica che si registra negli ultimi anni. Per Mascia, come detto, Zuccarini invece non avrebbe neanche dovuto esserci in quella stanza perché di giustificazioni non avrebbe dovuto neanche darne bollando la commissione come un qualcosa dal sapore elettorale. Da parte sua comunque l’interesse espresso verso quel Codice etico che ha detto leggerà con attenzione, ma anche la specifica che se da una parte “può comportare una assunzione di responsabilità morale, non può andare oltre quelli che sono i principi costituzionali”. Insomma il discorso morale e giuridico restano due discorsi diversi. Insomma alla fine la commissione è diventata un dibattito sull’etica, la morale e l’opportunità in cui il chiarimento c’è stato, ma le posizioni sono rimaste distanti per cui per Pettinari l’intervento politico c’è stato, mentre per Zuccarini no: “mi scuso se qualcuno si è potuto sentir tirato in ballo, ma non era quella intenzione. Il mio era contributo alla legalità”, ha detto.
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