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Lunedì, 19 Gennaio 2026 10:02

D'Alfonso (Pd) sul Conservatorio: "Il concerto 'stonato' del centrodestra colto da 'febbre elettorale'"

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Totale sostegno all'istituzione culturale che ha denunciato il mancato invito alla conferenza di presentazione del progetto di riqualificazione parlando di "estromissione", ma anche dubbi sull'iter progettuale e sui tempi previsti per l'avvio del cantiere
Un concerto “stonato” frutto di “febbre elettorale”. Si potrebbe sintetizzare così il commento del deputato Pd Luciano D’Alfonso alla conferenza sul Conservatorio Luisa d’Annunzio convocata dalla giunta Masci a pochi giorni dalla sentenza del consiglio si Stato che l’ha “congelata” rimandando al voto 14mila pescaresi per le irregolarità rilevate in 23 sezioni, cui “l’attore principale”, come lo stesso si è definito, non sarebbe stato neanche inviato: il Conservatorio appunto che per voce del consiglio d'amministrazione, ha parlato di vera e propria “estromissione”.Una conferenza che, insomma, continua a sollevare polemiche dopo quelle portate in aula dalle minoranze con un vero e proprio “J’accuse” del candidato sindaco Carlo Costantini sul fronte dell’opportunità di farla quella conferenza dopo che la giunta è stata dichiarata decaduta dalla sentenza, della consigliera comunale Simona Barba (Avs-Radici in Comune) che ha tacciato la maggioranza di vantarsi di un progetto che arriva in ritardo di cinque anni dopo aver cambiato 15 progettisti perché non si sarebbe “tenuto in piedi” portando a quell’aumento di finanziamento di 5 milioni di euro, e, infine, quello dello stesso Conservatorio cui quel finanziamento è destinato per un importante progetto di ampliamento. Ora a criticarla quella scelta palando di “brutto scherzo” causato dalla “febbre elettorale” è D’Alfonso che nel dare tutto il suo sostegno al Conservatorio per quella “mancanza di cortesia” chiede anche delucidazioni sul progetto esprimendo dubbi sull'iter seguito e sui tempi di avvio del cantiere annunciati. Questo perché nella realizzazione di quel progetto l’istituzione culturale non sarebbe stato minimamente coinvolto e perché il cantiere dovrebbe partire ad aprile e cioè nel pieno delle attività per cui chiarimenti li chiede sul come si pensa di garantirne la continuità. Un progetto di cui comunque, afferma ancora D'Alfonso, “il centrodestra non può rivendicare la paternità". Infine la richiesta perché il Comune prima di far partire il cantiere fisico apra quello del dialogo con il Conservatorio. Le critiche di D’Alfonso al centrodestra “Hanno sistemato il leggìo, hanno acceso le luci, hanno fatto entrare il pubblico in platea, preparato la scenografia. Peccato che il direttore d’orchestra abbia dimenticato di accordare il pianoforte e la conferenza stampa sul progetto di riqualificazione del Conservatorio ‘d’Annunzio’ si è trasformata in una lunga nota stonata in cui il protagonista, appunto il Conservatorio, diventa il convitato di pietra”, esordisce D’Alfonso.“La febbre elettorale ha giocato un brutto scherzo alla giunta comunale di Pescara, il primo della campagna appena cominciata, e presentando, per la quinta volta, progetto e cantiere futuribile, si è dimenticata di invitare il protagonista che ha appreso solo dalla stampa di occupare una sede destinata a divenire cantiere tra appena tre mesi. Presumibilmente parliamo di aprile, quando l’anno accademico sarà ancora in pieno svolgimento, alla vigilia degli esami, quindi presupponendo anche un trasloco forzato di classi e lezioni, il tutto senza avvertire alcuna necessità di preavvisare”, denuncia il deputato dem. “Comprensibili e condivisibili il fastidio, la censura e il biasimo espressi dall’istituzione del Conservatorio che si è sentita ‘abusiva’ a casa propria, soggetto di sfratto, ospite in quell’edificio che vive solo grazie a quella presenza musicale e culturale fortunata. Incomprensibile la gaffe dell’amministrazione comunale, pure dotata di illustri consiglieri e consulenze di prestigio, più preoccupate di aprire le finestre per far entrare una ventata d’aria fresca e di speranza, in un frangente storico evidentemente disperato, piuttosto che osservare quei minimi protocolli di buona creanza scritti e verbalizzati”, afferma.“Ma quella colpevole dimenticanza e quell’assenza, che oggi dovrebbero far arrossire di vergogna e di imbarazzo la guida apicale dell’amministrazione comunale, così come i suoi assessori delegati, (dalla cultura ai grandi eventi ai lavori pubblici ai rapporti istituzionali), impone degli interrogativi che necessitano di risposte puntuali e di merito”. I chiarimenti chiesti dal deputato Pd “La ristrutturazione di un Conservatorio, di un edificio destinato a ospitare studenti e docenti dediti allo studio e all’esercizio quotidiano di quell’arte straordinaria che è la musica, richiede un’esperienza specifica e una consuetudine non comune. Non si tratta di manutenere il cemento armato o di scegliere il materiale per la tubatura dell’acqua potabile, ma si tratta di realizzare spazi adeguati allo scopo, di creare aree insonorizzate per la perfetta convivenza del Conservatorio nel cuore della città. Si tratta di conoscere la normativa specifica e le esigenze apposite della struttura. Ora – si chiede D’Alfonso -, se le istituzioni del Conservatorio non sono state coinvolte nello studio e nella predisposizione del progetto, chi lo ha redatto? E chi si fa garante del rispetto dei criteri e dei requisiti occorrenti?”.“La domanda più semplice, elementare e naturale – incalza -: perché e chi ha deciso e disposto l’estromissione del Conservatorio dall’iter progettuale e dalla fase di presentazione dell’iniziativa? Qual è il soggetto amministrativo che si è fatto carico di questa responsabilità e per quale ragione non ha avvertito l’urgenza di coinvolgere quella fetta di città interessata non per assumere decisioni, ma per consigliare, suggerire e partecipare?”. “Quali sono la conoscenza e l’esperienza amministrativa che hanno deciso la data di apertura del cantiere senza tenere in alcun conto le esigenze e la programmazione didattica del Conservatorio? – prosegue il deputato dem - E come si ritiene di ovviare ai disagi di una scuola che nel pieno dell’anno accademico dovrà di fatto traslocare per permettere l’ingresso di martelli pneumatici e maestranze lavorative? In quale edificio idoneo e alternativo verrà momentaneamente spostato il Conservatorio?”. “Considerando che le opere determineranno un investimento di 15milioni di euro, di cui 10 milioni di euro fondi ministeriali, qual è la sicumera istituzionale che ha consentito all’amministrazione comunale di presentare la manutenzione straordinaria dell’edificio come propria opera di ingegno e di dedizione, anziché dare a ‘Cesare quel che è di Cesare’, rispettando peraltro la terzietà imposta dal periodo di ‘silenzio elettorale’ ed evitando una presentazione politica che ha assunto il sapore di una indebita appropriazione amministrativa?”.“Quando è prevista – ultimo quesito che si pone D’Alfonso - la convocazione della prima riunione-conferenza dei servizi con il Conservatorio per informare l’Istituzione di un cantiere che le appartiene?”. “Seguiremo con passione l’auspicata neutralità di un’opera di cui il centrodestra non può rivendicare la paternità. Attenderemo il mese di aprile con la stessa trepidazione con cui ci si prepara a una cena galante, sperando che il padrone di casa, questa volta, sia stato preventivamente informato. All’amministrazione comunale invece – conclude - suggeriamo il coraggio di fare qualcosa di davvero rivoluzionario: parlare con il Conservatorio; mandare un atto ufficiale; aprire un cantiere vero”.
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