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Giovedì, 15 Gennaio 2026 19:18

Il "J'accuse" di Costantini: "Masci non è più sindaco, non permetterò che il Comune diventi il suo comitato elettorale"

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"Fuori dalla legge" la conferenza sul Conservatorio perché la campagna elettorale è iniziata e lui oggi è solo un candidato come gli altri, ha denunciato in aula con il pieno sostegno dell'altro avversario, Domenico Pettinari. "Lo staff è decaduto con lui. Lo paghi di tasca sua e non dei contribuenti, o andermo alla corte dei conti"
“Il sindaco non è il sindaco” e “Come è decaduto lui è decaduto il suo staff”. “Oggi Carlo Masci è un candidato sindaco come me, come Domenico Pettinari e come Gianluca Fusilli” e la conferenza stampa sul Conservatorio è stata “una iniziativa che si colloca completamente fuori dalla legge e al di fuori dal piano più elementare di ogni opportunità. Il sindaco, che non è sindaco, può mettere in campo devono essere quelle che non possono essere in alcun modo riconducibili al tentativo di introdurre una forma di captatio benevolentiae verso gli elettori”. “Questa è una situazione vergognosa e inaccettabile che esprime il livello di sensibilità e dignità della persona”.Questi alcuni dei passaggi salienti di quello che è stato un vero e proprio “J'accuse” pronunciato dal candidato sindaco del centrosinistra Carlo Costantini in apertura della seduta di consiglio per discutere il Bilancio. La richiesta è stata chiara: "se la spesa sostenuta per i suoi collaboratori decaduti (dal giorno della sentenza), compresa quella della conferenza sul Conservatorio, Carlo Masci non la prenderà nel suo portafoglio e non la rimetterà nel bilancio, chiederò alla corte dei conti di farlo”. Il motivo lo è altrettanto: “Non consentirò che il Comune si trasformi nel comitato elettorale di Carlo Masi a spese dei contribuenti cui chiediamo 13milioni di multe l’anno e 4 euro per i parcheggi”. Un “J'accuse” il suo, totalmente condiviso non solo dai consiglieri del centrosinistra che guida in coalizione, ma anche dall’altro avversario pure lui in opposizione: il candidato sindaco Domenico Pettinari (Pettinari sindaco) che aveva chiesto le dimissioni di Masci le aveva chieste il 13 gennaio, e cioè il giorno in cui è uscita la sentenza con cui il consiglio di Stato che ha rimandato al voto 14mila pescaresi in 23 sezioni. Una richiesta chiara quella rivolta da Costantini al presidente del consiglio comunale Gianni Santilli: dire al sindaco che lui sindaco, se non per le questioni urgenti e indifferibili, non lo è più. Di qui l'avviso che l'attenzione sul suo operato e quello di tutta la sua maggioranza ora congelata se non per le attività ordinarie, sarà altissima e non si esclude che, in caso di atteggiamenti che saranno ritenuti in violazione della legge, ha rimarcato anche Pettinari, oltre che alla corte dei conti ci si rivolgerà anche alla procura della Repubblica.“Il sindaco - ha quindi detto Pettinari -, come avevamo già chiesto e come ha detto Costantini, ha il dovere di rimandare subito a casa lo staff, perché non può esercitare e non può utilizzare personale dell’ente distraendolo per finalità elettorali. Saremo attenti a questo comportamento, l’ho detto, lo ribadiamo e lo ribadiremo.  Non faremo sconti”. Dai due candidati sindaci e anche dai consiglieri di minoranza il reiterato invito a Santilli ad avere nei confronti di Masci “la stessa solerzia”, ha rimarcato Costantini, avuta con i consiglieri comunali nel comunicare loro via mail, via pec e via Whatsapp, ha precisato Marco Presutti (Pd) ironizzato sul fatto che si aspettava persino i corazzieri alla porta, che di commissioni non se ne possono più fare. Santilli, che se da una parte ha giustificato tanta solerzia con la necessità di rispondere alle tante chiamate ricevute dai presidenti di commissione, ha assicurato che si farà carico della richiesta arrivata dai banchi di opposizione.Minuti, quelli di apertura del consiglio comunale, che hanno fatto capire in modo chiaro, netto e ufficiale che a Pescara, seppur in  23 sezioni, la campagna elettorale è iniziata. E l'occasione è arrivata, come detto, dalla conferenza stampa per annunciare l’approvazione del progetto definitivo del Conservatorio che si attendeva dal 2019. Una conferenza che per le opposizioni avrebbe violato la legge regalando tra l'altro un racconto di una vicenda lunga sette anni, ben diversa dalla realtà, ha sostenuto Simona Barba (Avs-Radici in Comune) raccontando invece di un progetto rivisto tantissime volte perché non in grado di stare strutturalmente in piedi. Un progetto che per arrivare a compimento ha avuto bisogno di 15 milioni rispetto ai 10 iniziali e di ben 15 progettisti.Il tutto corredato anche da un atto di “rivolta” se così si può definire dato che il presidente della commissione Controllo e garanzia Paolo Sola (M5s) che divieto o no, ha annunciato che sulla questione una commissione la convocherà. “Non avete l’onestà intellettuale di gestire una fase delicata come questa. Alla prima occasione utile avete approfittato”, ha detto commentando la conferenza stampa con Francesco Paganelli (Pd) che a Santilli al centrodestra ha chiesto di aggiustare subito il tiro: “Non costringeteci a fare esposti”. Il “J’accuse” di Costantini in consiglio comunale “Ho necessità di una informativa da parte del sindaco – ha esordito Costantini -. Mi riferisco alla conferenza stampa di oggi che, dal mio punto di vista, è un’iniziativa che si colloca completamente al di fuori della legge e al di fuori dal piano più elementare di opportunità. È anomalo che venga presentata oggi, quando da sei anni aspettavamo questa iniziativa”. Nella sua introduzione avvisa che userà toni “duri”, ma d'altra parte, rimarca, “il sindaco non è il sindaco. Oggi Carlo Masci è il candidato sindaco, come lo sono io, come lo è Domenico Pettinari e come lo è Gianluca Fusilli. L’atto di proclamazione di elezione a sindaco è stato annullato. Non è sindaco – dice di nuovo-, è candidato sindaco come noi, con la specifica funzione di adottare gli atti indifferibili e urgenti e compiere atti di ordinaria amministrazione che non possono essere in alcun modo riconducibili al tentativo di catturare la benevolenza degli elettori”. “Presidente, prendi nota perché tu sei molto solerte nello scrivere ai consiglieri”, ha proseguito rivolgendosi al presidente del consiglio comunale Gianni Santilli e alla lettera inviata ai consiglieri in cui ha comunicato “che le commissioni non si fanno più. Ma non hai detto al sindaco che i suoi collaboratori di nomina fiduciaria sono decaduti il giorno in cui è decaduto dalla carica. Tutti quelli che oggi hanno organizzato una conferenza stampa da sindaco - ha chiosato - lo hanno fatto in campagna elettorale a spese dei contribuenti. I fiduciari sono tutti decaduti a seguito della sentenza del consiglio di Stato. Quindi anticipo che la spesa sostenuta per i suoi collaboratori decaduti fino ad oggi, compresa ovviamente quella di oggi, la deve prendere dal suo portafogli e rimetterla nel bilancio del Comune o lo chiederò alla corte dei conti”. “Non è giusto che il Comune si trasformi nel comitato elettorale di Masci. Non è giusto che i suoi collaboratori debbano essere pagati con i soldi dei contribuenti, ai quali chiediamo 13 milioni di euro di multe all’anno e 4 euro di parcheggi; e poi Masci si fa la campagna elettorale a spese dei cittadini? No. Masci è un candidato esattamente come qualsiasi altro candidato - ha ribadito per l'ennesima volta -. Non ha ufficio stampa, non ha staff: non ha niente. Viene in Comune esclusivamente per gli affari urgenti e indifferibili”.“Non può assumere iniziative camuffate che servono a captare la benevolenza degli elettori – ha incalzato Costantini -, perché gli stessi strumenti non li abbiamo noi altri candidati e non li deve avere nemmeno lui. Quello che le dico, caro presidente, è di sottolineare questi aspetti perché io vi dico con assoluta chiarezza che se Carlo Masci non rimette nelle casse del Comune i soldi pagati dai contribuenti per i collaboratori del suo staff, che si sono trasformati in staff di campagna elettorale, sarà la corte dei conti a farceli rimettere. Perché non è nemmeno un caso di colpa grave, ma qui c’è dolo”, ha detto ancora riferendosi all'operato che è stato portato avanti ed eventualmente si porterà avanti dal giorno della sentenza e fino a quando non ci sarà di nuovo l'elezione del sindaco di Pescara. “Se quelli sono soggetti che puoi nominare e incaricare esclusivamente per la carica elettiva che hai preso e per la sua durata, nel momento in cui cessa la carica elettiva cessa anche il loro incarico. Se tu continui a tenerli qui e a farteli pagare dai contribuenti pescaresi, tu stai compiendo un illecito – ha denunciato Costantini -. E se tu fai questo, allora metti mano al portafoglio e rimetti i soldi nelle casse del Comune. Se te li vuoi tenere, li fai licenziare e poi li assumi tu, come faremo io e il collega Pettinari (per la campagna elettorale), e li paghi di tasca tua. Non li fai pagare dai contribuenti”. “Questa è una situazione vergognosa e inaccettabile che esprime il livello di sensibilità e dignità della persona. È indegno quello che è stato fatto oggi, nella forma che diventa anche sostanza, ma è ancora più indegno il fatto che si sia atteso oggi per fare la conferenza stampa”. “Quindi, caro presidente, le dico che la solerzia che ha usato nei confronti dei consiglieri, perché di fatto ci ha cacciati dicendo che le commissioni non si convocano più con un diktat, ‘qua non ci metterete più piede’, la deve usare anche per il sindaco. Non consentirò che il palazzo comunale si trasformi nel comitato elettorale di Carlo Masci”. “Carlo Masci esce fuori dal Comune per farsi la campagna elettorale. Il suo staff di persone di fiducia, che devono fargliela, escono fuori anche loro dal Comune e se li paga Carlo Masci. E le dico che, se non vedrò entro due o tre giorni i soldi degli stipendi pagati ai collaboratori rientrare nelle casse comunali, io chiederò che lo faccia la corte dei conti”, ha sottolineato ancora una volta sempre in riferimento al periodo che interccorre dalla sentenza del consiglio di Stato. “Viviamo una pagina orribile, con la devastazione legata a queste elezioni, e questo è lo spettacolo che offriamo ai pescaresi: ‘non è niente successo niente e mi pagate voi la campagna elettorale, anche se lo staff è decaduto’. Così non va bene. Io le chiedo – ha detto ancora Santilli - di essere energico così come è stato energico con noi e di intervenire, perché in questo palazzo comunale, siccome non entreranno più i consiglieri, non entrerà più nessuno. Il sindaco entrerà solo per compiere atti urgenti e indifferibili e lo stesso vale per voi assessori”. “Non pensate che voi e i vostri collaboratori possiate distogliere i dipendenti comunali per seguirvi, seguire le campagne elettorali o fare telefonate di consenso. Nessuno se lo potrà permettere. Io non lo consentirò a nessuno: io contesterò, rileverò e denuncerò alla corte dei conti e, se necessario, alla Procura della Repubblica ogni violazione di legge, perché Pescara è stanca di questo modo di operare. Non tollererò più nulla. Il Comune non sarà la sede del comitato elettorale di Carlo Masci”, ha concluso Costantini.
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