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Mercoledì, 14 Gennaio 2026 12:47

L'ex biancazzurro Antonio Arena è l'uomo dei record del calcio italiano: la storia che non conoscevi del pupillo di Baldini e Gasperini

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Il classe 2009 è l’unico della sua annata ad aver realizzato una rete calcolando i cinque top campionati in Europa.
Antonio Arena e una storia bellissima, partita dall'Australia con tappa intermedia Pescara prima di arrivare a Roma. e continuare a stupire a suon di record. Il gol segnato dall'ex biancazzurro Antonio Arena in Roma-Torino, gara valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia e vinta dai granata nei minuti finali, non fa notizia soltanto in Italia, perchè il baby centravanti classe 2009 (compirà 17 anni solo a febbraio) è infatti il primo giocatore della sua età a segnare una rete a livello professionistico, considerando tutti i calciatori tesserati per squadre partecipanti ai cinque maggiori campionati europei in corso. Lo evidenzia Opta. Arena è il primo 2009 in gol d’Europa ad alto livello, ma il Golden Boy ex Pescara tra i professionisti aveva già segnato, a marzo 2025, in Pescara-Lucchese 4-1 in Serie C. Gol e record sono i presupposti della sua storia. In estate il passaggio dal Pescara alla Roma per 800mila euro più bonus e percentuale sulla futura rivendita, adesso di lui - che è pupillo di Baldini e Gasperini - si parla a livello europeo come del futuro crack del calcio internazionale. Ma c'è una storia sconosciuta su Arena dell'epoca della sua militanza con il Pescara.La racconta la versione web del Corriere dello Sport, spiegando come Baldini si “accorge” di lui. Eccola: "È stato l’allenatore toscano il primo a intravedere in Antonio qualcosa. Lo scopre per caso. Arena, che viveva nel convitto del Pescara, si svegliava la mattina presto e vagava per i campi. Piena campagna, nulla attorno. Anche Baldini non è uno che dorme molto: vede il ragazzo ripetere la stessa routine e un giorno inizia a parlargli. Cosa ne esce? Gli mancava la mamma. Parlava un italiano tutto suo, si capiva che era straniero (la famiglia è originaria della Sicilia). A 14 anni, del resto, aveva fatto le valigie, aveva lasciato Sydney, per abbracciare una realtà tutta da conquistare: quella italiana. Partendo tra l’altro dalla periferia del calcio. Baldini capisce che ha a che fare con un ragazzo semplice, ma già fisicamente strutturato (1.88 centimetri). Lo promuove in prima squadra senza neanche sapere in che ruolo giocasse. Non solo. Lo studia e infine lo butta in campo, in una partita vera, in barba alla carta d’identità. Antonio lo ripaga con il gol al debutto. Da predestinato. Poi gioca ancora e ancora, anche nella finale playoff". Il resto è già storia, una storia che da oggi avrà mille altre pagine ancora tutte da scrivere. 
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