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Mercoledì, 14 Gennaio 2026 11:09

I consiglieri Ranghelli e Della Torre di Spoltore sulla Nuova Pescara: "O 2027 o mai"

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I due consiglieri comunali spoltoresi, Agnese Ranghelli e Marco Della Torre, espongono la loro posizione dopo il confronto tra il comitato per il sì e quello per il no
«La visione politica impone coraggio, pensiero e determinazione, Nuova Pescara: o 2027 o mai!».A scriverlo sono Agnese Ranghelli e Marco Della Torre, che sabato 10 gennaio hanno abbiamo partecipato all’incontro tra comitato del Sì e del No alla Nuova Pescara, promosso dalla consulta giovani del Comune di Spoltore (che ringraziano per l’impegno profuso).Lo scopo era quello di ascoltare i pareri dei due comitati, relativi all’argomento in discussione. I due consiglieri fanno sapere che hanno partecipato «perché riteniamo che la politica, quella vera, nasca proprio dall’ascolto. Nei tavoli che contano da undici anni si continua ancora oggi a parlare solo di argomenti tecnici, senza avere una visione netta del futuro e senza dare ascolto alle cittadinanze». Il capogruppo Della Torre dice: «Fatto questo doveroso preambolo devo assolutamente dire che al momento del famoso referendum consultivo solo il sindaco Masci era con me, anche sul territorio di Spoltore, a predicare il no alla fusione, pubblicamente: al mio fianco non ho visto nessuno di quei personaggi politici che oggi con demagogia e populismo rivendicano un no tardivo e un anacronistico nuovo referendum. Sarebbe facile per me mantenere questa posizione negazionista, assunta adesso da altri, assenti o silenti allora, forse solo perché abbarbicati alla poltrona e all’orticello elettorale». Nella nota si legge ancora: «Oggi la storia (referendum e due leggi successive a esso) e la modernità dei nostri giovani, che a livello di movimenti politici giovanili si sono espressi pro-fusione, ci impongono un’alta lungimiranza. Al di là, quindi, dei tecnicismi che lascio ai dirigenti a questo preposti, in tutti questi anni non ho visto nessun progetto scritto e proposto, nemmeno da parte dei nostri ormai storici amministratori di maggioranza spoltoresi, se si esclude quello apolitico dell’architetto Alessandro Sonsini, presentato da Confindustria Chieti/Pescara, un progetto voluto da un organo che rappresenta l’imprenditoria locale. Tale proposta riconosceva alla splendida campagna spoltorese un’importante valenza ecologica e agrituristica, rispettandone la naturale propensione all’interno della cosiddetta Nuova Pescara. Di pratico e auspicabile oltre questo peraltro ottimo progetto, di nero su bianco non c’è a tutt’oggi nulla, mentre sarebbe stato importantissimo, ma già dai tempi della prima legge di Dalfonsiana memoria (che da ex presidente regionale oggi sembra cadere dal pero e far finta che non sia stato lui l’artefice di un referendum e di una legge senza piedi per camminare), presentare i nostri desiderata per Spoltore e il suo importantissimo e fondamentale territorio. Spoltore ha tra i 3 comuni, la più bella esposizione e la più dolce collina degradante sul mare rispetto agli altri due Comuni, con la campagna più verde e meglio coltivata: forse proprio per questo è la più attenzionata per sistemare gli appetiti edilizi e rimandare a noi spoltoresi i problemi della periferia della vicina Pescara. Problemi che però Spoltore sembra avere già da diversi anni, soprattutto in termini di quartiere dormitorio, sicurezza e spaccio di droga. Ascoltando, abbiamo compreso e condiviso i dubbi degli anziani sull’incertezza del futuro, ma le ragioni del “Comitato del sì" ci hanno convinto molto di più dei tenui argomenti del sindaco Trulli e quelli a tratti ridicoli e abusati del presidente del consiglio di Spoltore. A tal proposito ci permettiamo di aggiungere che Toronto ha subito un processo di fusione di 6 Comuni, passando da 600.000 a due milioni e mezzo di abitanti: tutto questo in un solo anno di dibattiti identitari anche intensi, che le hanno permesso però di diventare la città più importante del Canada». La richiesta di Della Torre e Ranghelli«A questo punto», concludono Della Torre e Ranghelli, «chiediamo alle maestranze regionali impegnate in questo gravoso ma ormai imminente compito, cosa vogliano fare del nostro territorio e di poter presentare delle proposte concrete, scaturite magari ma non solo proprio dalle giovani menti di questi ragazzi della consulta, che domani andranno ad affrontare e vivere questa realtà: sarà poi nostro compito fare da cassa di risonanza e combattere insieme per ottenere nelle sedi opportune quanto da noi suggerito soprattutto per la nostra Spoltore, pena la lotta dura. La strada errata per noi, e che sta percorrendo più o meno velatamente la maggioranza dei consiglieri comunali spoltoresi, sarebbe quella di accodarsi a quelli di Montesilvano e Pescara, che agognano, giustamente per i loro interessi, di rimandare la fusione (e non l'annessione) al 2029, quando scadrà naturalmente il loro mandato. Il nostro scade nel 2027 e sarebbe deleterio, per Spoltore tutta, non approfittarne per andare a nuove elezioni per la Nuova Pescara, rischiando così di essere subito commissariati e passare due anni solo ad aspettare di sapere di “che morte morire”, senza toccare palla. Probabilmente non potremo più presentare proposte tangibili e con una visione di ampio respiro, attraverso le varie commissioni (ultimamente però latitanti), non riuscendo più a collocare al centro del dibattito, del progetto e dell’attenzione, quella parte di territorio che di fatto sta donando alla fusione quanto di più ampio e pregevole ci sia, senza peraltro dare una possibile immagine nitida e futura di questa nuova grande città. Solo allora saremo pieni fautori del progetto e ci adopereremo il più possibile per la sua realizzazione, mentre il rimandare sic et simpliciter sarebbe deleterio: quindi il nostro motto che lasciamo a voi come ricordo di questa interessante mattinata è “O 2027 o mai!”, nella speranza che nel frattempo il dibattito e lo scambio di idee e pareri non venga mai meno». «La politica è responsabilità ma è anche coraggio, audacia nel proporre un progetto e nel portarlo avanti per rendere la nostra città migliore, anche a costo di dover sacrificare qualcosa in termini di consenso immediato», conclude la consigliera comunale di Forza Italia Agnese Ranghelli, «la vera politica deve affrontare le domande difficili senza rifugiarsi negli slogan, ma parlando tra le persone e con le persone, in un confronto reale, fatto di ascolto, dialogo e comprensione reciproca: parafrasando il grande Alcide De Gasperi, il piccolo politico guarda alle prossime elezioni, il vero amministratore guarda alle prossime generazioni». 
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