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Martedì, 13 Gennaio 2026 19:59

Striscione del gruppo Pettinari in consiglio dopo la sentenza sulle elezioni: "Sindaco e giunta dimettetevi", ed è scontro

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Ancora un duro botta e risposta in aula, con il presidente Santilli che alla fine toglie la parola a Pettinari finché lo striscione non viene rimosso. Per il capogruppo una protesta legittima dopo l’annullamento del voto in 23 sezioni: "Un atto di responsabilità". Via alla nuova campagna elettorale
Nuovo striscione e nuovo scontro in consiglio comunale tra il capogruppo di minoranza Domenico Pettinari (Pettinari sindaco) e il presidente del consiglio Gianni Santilli che, dopo diversi richiami e l'invito a non rimuoverlo quello striscione, ha deciso di toglierli la parola. Un manifesto con cui Pettinari, insieme al consigliere del gruppo Massimiliano Di Pillo, ha chiesto al sindaco le dimissioni alla luce della sentenza del consiglio di Stato che ha confermato, in sostanza, quanto già deciso dal Tar (Tribunale regionale amministrativo), rimandando al voto i pescaresi in 23 sezioni: circa 14mila quelli che dovranno tornare alle urne.Uno scontro che si è scatenato in apertura della seconda seduta di sessione di bilancio e mentre si chiedevano chiarimenti sul proseguo dei lavori proprio alla luce di quanto stabilito dalla sentenza che all'amministrazione lascia la possibilità di operare nell'ordinario. E il bilancio nell'ordinario c'è, ma su alcuni aspetti i consiglieri di minoranza hanno chiesto chiarimenti soprattutto su eventuali modifiche da apportare. “Siete giunti al capolinea”, ha esordito Pettinari che con il suo movimento civico è stato tra i protagonisti della tornata elettorale ottenendo il 13,08% delle preferenze. A quel punto lo striscione con cui a sindaco e giunta ha chiesto le dimissioni affermando che, a fronte di quanto avvenuto, sarebbe quello l'unico atto di responsabilità possibile. “Due gradi di giudizio – ha infatti dichiarato – hanno certificato che in 23 sezioni importantissime il voto è stato pregiudicato”. “Io pretendo che chi ha sbagliato, e non so chi lo ha fatto, paghi e a questo punto pretendo che intervenga l’autorità giudiziaria”, ha aggiunto riferendosi anche al fatto che con la sentenza di primo grado alcuni dei plichi sono stati inviati in procura per verificare eventuali profili penali. A quel punto i toni si sono alzati con il capogruppo che ha più volte chiesto dove fosse il sindaco tornando a lamentarne l'assenza. “Avrei voluto dirgli: ‘riconsegniamo la città agli elettori, suoi legittimi proprietari perché qualcuno ha pensato di diventarne proprietario, feudatario e re. Qualcuno – ha aggiunto – pensa di esserne il sovrano assoluto”. Diversi gli inviti di Santilli a chiudere l’intervento e togliere lo striscione, ma dal capogruppo la replica su una sua assunzione di responsabilità in quello che ha definito “un giorno particolare” e cioè quello in cui il consiglio di Stato ha annullato il voto nelle 23 sezioni. Poi la frase “lei ha ancora pochi giorni di vita, politica” rivolta a Santilli. Una specifica necessaria dopo che la frase aveva destato un certo stupore in aula anche da parte del presidente che gli si è rivolto con un “ma come si permette”.Quindi l’ennesimo attacco all'amministrazione che avrebbe “esercitato un potere indescrivibile”. “È andato oltre” ha detto Santilli intervenendo e decidendo alla fine, come detto, di togliergli la parola fermando i lavori fino a quando il manifesto non è stato tolto e aggiungendo: “eravamo già pronti a questa nuova farsa”. Il clima, con l'arrivo della sentenza, è di certo teso tra i corridoi di Palazzo di Città e diversamente non potrebbe essere visto che si può dire che da oggi è partita una nuova e particolare campagna elettorale. Una campagna mirata a quelle 23 sezioni in cui si tornerà a votare. Da una parte il centrodestra che si dice comunque certo di una riconferma, dall'altra il centrosinistra che punta a un ballottaggio che se mai dovesse esserci, i pescaresi li porterà davvero tutte alle urne, e dall'altra ancora il gruppo guidato da Domenico Pettinari che fa la usa opposizione e che si prepara ancora una volta ad affrontare la sfida. E di come le affronterà le prossime settimane il capogruppo di minoranza parla in una nota spiegando anche il perché del veemente intervento in aula durante il dibattito sul bilancio. Pettinari sulla nuova campagna elettorale"Rivotare è una bella notizia, ma rappresenta una grande sconfitta per il rispetto delle regole della democrazia” viste le due sentenze di Tar e consiglio di Stato, ribadisce. Una campagna elettorale che, ancora una volta, porterà avanti separatamente dalla coalizione del centrosinistra.“Io sarò candidato sindaco di una coalizione civica indipendente ed equidistante dal centro destra e dal centro sinistra. Assieme alla mia squadra stiamo già al lavoro per proporre il nostro programma fatto di azioni concrete a favore della disabilità, dei meno abbienti, del commercio e delle piccole e medie imprese. Un programma – sottolinea - che mira a sostenere la nostra marineria e a salvaguardare il fiume, il mare e il verde urbano. Un programma che guarda con attenzione al mondo animale e che punta a manutenere strade e marciapiedi cittadini con opere durature”. “Vogliamo trasformare le aree degradate, piene di buche, sporche e maleodoranti, in zone dove il decoro urbano viene messo al primo posto. Ci impegneremo per rendere Pescara una città più sicura, più ordinata e quindi più bella sanzionando duramente chi pensa di ‘governare’ territori con prepotenza e illegalità. Sarà un nostro obiettivo prioritario quello di dotare la macchina amministrativa di criteri aggiuntivi di estrema trasparenza dove gli affidamenti diretti, le consulenze, gli incarichi e le assunzioni dovranno rispondere anche a un codice etico a cui i pubblici amministratori dovranno uniformarsi”. “La nostra scelta proseguirà con coerenza nel solco che abbiamo tracciato distinguendoci e distinguendo la nostra visione dal modello unico centro destra-sinistra perché riteniamo che siano facce della stessa medaglia che hanno già amministrato questa città fallendo. Non pretendiamo di essere migliori degli altri – dichiara ancora il capogruppo -, ma rivendichiamo con orgoglio una visione differente della politica e del modo di amministrare che ci contraddistingue come unica alternativa civica e indipendente dal sistema di potere che ha già dimostrato cosa fare”. “Per tali motivi questo pomeriggio abbiamo messo in atto una protesta eclatante in consiglio comunale srotolando uno striscione con la scritta ‘sindaco e giunta dimettetevi e liberate Pescara’ – ribadisce - perché riteniamo che i pescaresi meritano di tornare a votare in tutte le sezioni e non solo in 23 sezioni e questa cosa sarà possibile solo – conclude - con le dimissioni del sindaco”.
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