Il consigliere comunale dem ha presentato una interrogazione urgente non per "ostacolare l'attività edilizia", ma per avere contezza di eventuali verifiche sulla sicurezza visto il passaggio de La Verde, sulla stabilità del suolo e sulla tutela del verde
Rischi legati al possibile cedimento del suolo e alla probabile compromissione della sicurezza della filovia su cui passa “La Verde”, ma anche ipotetici danni alla stabilità della sede stradale e ai pali della linea aerea senza dimenticare il danno ambientale determinato dalla totale rimozione del patrimonio arboreo che avrebbe fino ad oggi caratterizzato il terreno che costeggia la Strada parco oggetto di cantiere. Questi gli aspetti relativi ai lavori avviati in via Castellammare (accanto alla caserma dei carabinieri forestali), su cui con una interrogazione urgente chiede chiarezza il consigliere Pd Marco Presutti dicendosi preoccupato anche per le possibili conseguenze del pompaggio continuo delle acque di falda in un terreno sabbioso e della sicurezza del cantiere a ridosso del percorso filoviario e ciclopedonale. Una interrogazione che, spiega, nasce dalle segnalazioni e dalla documentazione fotografica inviata da cittadini, che mostrerebbe la radicale trasformazione dell’area che sarebbe passata da lotto ricco di vegetazione a oggetto di uno scavo profondo. All’amministrazione Presutti chiede quindi di chiarire la legittimità dei titoli edilizi e dei nulla osta ambientali, se gli abbattimenti delle alberature siano stati autorizzati e accompagnati da obblighi di reimpianto compensativo, e se lo scarico delle acque di falda sia stato correttamente autorizzato. Particolare attenzione la rivolge, come accennato alla sicurezza della filovia recentemente entrata in funzione: secondo il consigliere, il pompaggio in un terreno sabbioso potrebbe causare micro-cedimenti del sedime stradale, mettendo a rischio la stabilità dei pali della catenaria. Da qui la richiesta di verifiche tecniche anche da parte di Tua e di monitoraggi periodici sugli edifici civili e militari confinanti. Infine il sollecito perché si attuino misure urgenti di messa in sicurezza del ciglio dello scavo lungo il fronte della Strada parco. “Non si tratta di ostacolare l’attività edilizia – sottolinea il consigliere dem –, ma di garantire che essa avvenga in una cornice di assoluta sicurezza per i residenti e di rispetto per un asse viario strategico e identitario come la Strada Parco, oggi cuore del sistema di trasporto rapido di massa della nostra città”. “Assicurare la piena compatibilità tra le trasformazioni edilizie private e la tutela delle infrastrutture pubbliche e del patrimonio ambientale è un dovere imprescindibile dell’amministrazione”, chiosa motivando il perché dell’urgenza della sua interrogazione. “Le immagini storiche di Google Maps – spiega - documenterebbero in quell’area la preesistenza di una fitta vegetazione e di alberature anche di alto fusto, che integravano il corridoio verde della Strada parco. Oggi quel patrimonio appare rimosso per far posto a uno scavo di fondazione di eccezionale profondità. È necessario sapere se tali abbattimenti siano stati autorizzati e quali siano gli obblighi di reimpianto compensativo previsti per mitigare l’impatto di un intervento così impattante”, ribadisce. Quindi il tema filovia. “Il cantiere opera con un sistema di pompaggio continuo delle acque di falda (aggottamento) che, in un terreno di natura sabbiosa, richiede la massima vigilanza per evitare micro-cedimenti del sedime stradale”, rimarca Presutti chiedendo se siano stati coinvolti i tecnici di Tua per verificare che l’attività di scavo non pregiudichi la portanza della strada e la stabilità dei pali di sostegno della catenaria elettrica. Di qui le richieste all’amministrazione per verificare la regolarità dei titoli abilitativi e dei nulla osta paesaggistici; l’esistenza di perizie agronomiche che giustifichino la rimozione totale della vegetazione; la correttezza delle autorizzazioni allo scarico delle acque di aggottamento e l’attivazione di monitoraggi periodici sulla stabilità degli edifici civili e militari confinanti oltre che per chiedere, come detto, l’attuazione di misure di sicurezza vista la prossimità con il percorso pedonale e ciclabile della Strada parco. D’altra parte, scrive nel testo dell’interrogazione: “è prioritario tutelare un’opera pubblica costata milioni di euro (la filovia) da potenziali dissesti indotti da cantieri privati limitrofi” e “la cittadinanza esige trasparenza sulla legittimità di interventi così impattanti lungo il ‘corridoio verde’ della città. L’amministrazione – conclude Presutti - ha il dovere di garantire che le trasformazioni edilizie non sacrifichino irragionevolmente il patrimonio verde e non mettano in pericolo la statica del quartiere”.