A nove mesi dall'avvio dei lavori a Manoppello su cui, denuncia, ci sarebbero sempre meno operai a lavoro, il consigliere regionale chiede a presidente e assessore trasparenza su operatività dei lavori, definizione dei lotti, autorizzazioni, risorse e impatti su territorio
Un’interrogazione per chiedere a che punto è il cantiere di Manoppello dove i lavori per la velocizzazione della ferrovia Pescara-Roma è stato inaugurato nove mesi fa, ma anche su alcuni “misteri” che continuerebbero a incombere sull’infrastruttura. Ad annunciarla e presentarla è il consigliere regionale Antonio Di Marco (Pd) che parla di “dubbi e punti oscuri”. “A parte la questione delle mancate coperture per tutta l’opera tanto da farla divenire, nella strategia del presidente Marsilio, infrastruttura militare, serve fare luce e dare risposte alla comunità che merita di sapere anche su altri aspetti fin qui insondati. Così li ho ricompresi in un’interrogazione a risposta scritta al presidente della giunta e all’assessore competente”, spiega Di Marco che è anche vicepresidente della commissione Ambiente, Infrastrutture e Territorio, più volte intervenuto sull’argomento. “Va chiarito – spiega entrando nel merito dell’interrogazione -, innanzitutto lo stato reale di operatività del cantiere, dove, come segnalatoci anche dal territorio, lavorerebbero sempre meno unità rispetto al ritmo dei primi giorni e a quanto annunciato, e se i lavori siano effettivamente in grado di procedere a pieno regime”. “Ma non solo: l’interrogazione affronta anche una serie di aspetti ancora ‘misteriosi’ dell’opera, a partire dai lotti, che non risultano tutti pienamente definiti, autorizzati o conoscibili nei loro contenuti complessivi. Parliamo di un intervento imponente, che incide su ambiente, territorio, imprese e proprietà private e che non può procedere senza un quadro chiaro su autorizzazioni, espropri, tempistiche, risorse e reali condizioni operative, nonché sulle intenzioni relative alle opere viarie chieste dai Comuni in variante e le strategie di delocalizzazione per i due impianti produttivi Orsini e Blasioli e Alfasigma Italia che avrebbero danni maggiori dei vantaggi legati alla realizzazione dell’opera. Tutto questo è ad oggi fermo”. “La trasparenza non è un optional, bensì un dovere verso i cittadini e le comunità coinvolte, peraltro più volte disatteso nell’iter andato in onda finora, a cui è mancato un confronto di cui la Regione avrebbe dovuto farsi carico. A tal proposito – continua Di Marco -, considero un primo segnale positivo il confronto annunciato in Regione per il 28 gennaio, il primo promosso ufficialmente dal governo regionale sul progetto, mosso su iniziativa dell’assessora alle Attività produttive, Tiziana Magnacca”. “È un appuntamento che ho a lungo invocato insieme alle forze di opposizione, perché il dibattito pubblico e istituzionale non può arrivare quando le decisioni sono già calate dall’alto. Continuerò a esercitare il mio ruolo di controllo e vigilanza, perché opere di questa portata richiedono chiarezza, partecipazione e responsabilità, non annunci e zone d’ombra. Il territorio – conclude l’esponente dem - merita risposte e ascolto, non slogan e progetti calati dall’alto con incognite come quelle fin qui viste e sentite”.