Il deputato del Partito Democratico, Luciano D'Alfonso, parla del piano nazionale degli aeroporti
«L'aeroporto di Pescara è destinato alla Serie B. È questa la verità sullo scalo d'Abruzzo svelata nelle 115 pagine del Piano Nazionale degli Aeroporti che a brevissimo entrerà formalmente nelle aule del Parlamento per l'esame e che scrive lo sviluppo e la proiezione di tutte le infrastrutture aeroportuali italiane da qui al 2035 e al 2050». A dirlo è Luciano D'Alfonso, deputato del Pd.Il parlamentare democratico aggiunge: «Pescara appare nell'elenco dei 40 scali di interesse nazionale, ma non viene considerata tra i 14 aeroporti di interesse strategico. Non è neanche compreso nell'elenco dei 17 scali di aviazione generale». Ancora D'Alfonso: «Non è neppure destinata a essere tra i 10 aeroporti in cui verranno realizzati, entro i prossimi 10 anni i vertiporti urbani; non è stata presa in considerazione come aeroporto per “operazioni spaziali” ruolo attribuito a Grottaglie, né c'è un piano di sviluppo per i cargo. Secondo le proiezioni, al 2035 l'aeroporto d'Abruzzo non supererà la soglia di 1.336.198 passeggeri annui. Al massimo per Pescara si prefigura un futuro come aeroporto di supporto allo scalo di Roma Urbe per i cosiddetti “voli istituzionali” dopo Viterbo e Ciampino, al pari di Ancona e Perugia. In queste settimane tutti gli stakeholder avrebbero dovuto consegnare le proprie osservazioni al piano nazionale, per correggere previsioni eventualmente errate. Chiediamo: la Regione Abruzzo ha presentato le proprie osservazioni e se sì quando intende renderle pubbliche e condividerle? Il governatore Marsilio conosce il contenuto del piano nazionale? Quali strumenti la maggioranza di Governo pensa di mettere in campo per attuare quel macroscopico piano di sviluppo tante volte annunciato e che dovrebbe portare il Pescara-resto del mondo in Abruzzo? Quali gli investimenti regionali sullo scalo? Da quel che sembra i cittadini e gli imprenditori abruzzesi sembrano destinati a restare fuori dai grandi circuiti».