Venerdì, 28 Novembre 2025 18:48

Presutti (Pd): “Sull'ex Fea ora un ricorso al Tar. Rischiamo di pagare milioni per l'incapacità del centrodestra"

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Prima, denuncia, il "tradimento" al progetto pubblico del centrosinistra per realizzare un Art Hotel privato, e adesso il ricorso al Tribunale amministrativo regionale per un problema di volumetrie: "Un cortocircuito frutto di un disastro amministrativo". Presentata un'interrogazione urgente
Prima doveva diventare un polo culturale, poi, tra mille polemiche, un Art Hotel. Ora però la vicenda dell’ex Fea, o meglio della sua riqualificazione, sembra essersi ulteriormente ingarbugliata dato che, denuncia il consigliere Pd Marco Presutti che ha già depositato un’interrogazione urgente, a settembre la società che avrebbe dovuto realizzare sull’importante ex area ferroviaria di proprietà della Regione quell’Art Hotel, sarebbe ricorsa al Tar (Tribunale amministrativo regionale) per chiedere l’annullamento della determina dirigenziale del 19 giugno lamentando un presunto uso illegittimo del “potere sostitutivo” da parte di un direttore di dipartimento che avrebbe annullato il parere favorevole rilasciato dal rup (responsabile unico del procedimento) nel luglio 2024 bloccando di fatto ancora una volta, tutto. Un ricorso che ora potrebbe finire per costare ai pescaresi, denuncia Presutti, più di 1 milione di euro. Un ricorso alla base del quale ci sarebbe il problema “volumetrie” del progetto “Art Hotel” che, denuncia nella sua interrogazione Presutti, si sarebbe tradotta in un progetto per cui è stato chiesto “un incremento volumetrico di circa il 68%” passando da 5mila a oltre 8mila metri cubi. Richiesta “approvata tramite permesso di costruire in deroga”. Un aumento che per la Regione sarebbe difforme dal bando e per la società, con quel sì del rup che ci sarebbe stato, no. A pesare dunque su quei fondi che ora si rischierebbero di dover risarcire ci sarebbero dunque i costi sostenuti per le bonifiche e la progettazione quantificati dalla società, appunto, in 1 milione di euro. Un “cortocircuito” che per il consigliere comunale ha delle responsabilità sia perché sarebbe stata “tradita” la visione che era alla base della progettualità dell’area avallata dall’ex giunta comunale guidata dal sindaco di centrosinistra Marco Alessandrini e dall’allora presidente della Regione Marco Marsilio che volevano farle un polo culturale e sociale, ma anche perché lo stallo attuale e addirittura il rischio di rimetterci ingenti risorse, dimostrerebbe l’incapacità amministrativa del centrodestra anche nel gestire quello che è “un patrimonio che il centrosinistra aveva faticosamente strappato all’oblio”. Un patrimonio che affaccia sul lungomare Matteotti con quel progetto di Art Hotel contro cui si scagliò anche la sezione locale di Italia Nostra per quel cambio di destinazione d’uso con cui si era dato il via libera alla costruzione di un albergo da 15 metri, aveva denunciato, al posto del museo inizialmente previsto.Ora, con il ricorso al Tar di un’area che negli ultimi anni è stata solo fatta di “carte bollate e rischio speculazione” e che per i problemi ambientali è una “bomba ecologica” con in più l’aggravante di aver perpetrato una “umiliazione al consiglio comunale”, incalza Presutti, “siamo di fronte a una paralisi totale, a un rischio di risarcimento danni milionario e a uno svilimento inaccettabile delle istituzioni cittadine”. “Va ricordato a tutti che se oggi l’Ex Fea è un patrimonio pubblico lo dobbiamo esclusivamente alla filiera virtuosa del centrosinistra: fu il centrosinistra con Luciano D’Alfonso a voler fortemente l’acquisizione del bene al patrimonio regionale, sottraendolo a destini incerti per farne un polo culturale e sociale. Quella visione nobile - ribadisce - è stata tradita e stravolta dall’attuale destra, che ha preferito inseguire un tentativo di un privato (il cosiddetto ‘Art Hotel’) con volumetrie aumentate del 68%. Il risultato? Un vicolo cieco in cui la città è rimasta incastrata”.
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